lunedì, novembre 16, 2009

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Fao:

anche Berlusconi ha fame.

d'impunità

15 novembre 2009

di

Belfagor

A chi chiama la Fao per conoscere l’agenda del Vertice, capita di sentirsi rispondere:

“È probabile che Berlusconi sia qui dalle 8 a mezzanotte, altrimenti dovrebbe andare al tribunale di Milano...”.

Ma che domani (oggi per chi legge sul blog) il Cavaliere presenzi alla Conferenza Fao per sottrarsi all’udienza del processo Mediaset è un’infame insinuazione.

È nota la dolente passione del nostro premier per il Terzo mondo, come dimostrano il taglio dei fondi alla cooperazione e la sua memorabile performance al vertice Fao del giugno 2002.

Esordio: “Un saluto a tutti voi, ma in particolare alle belle delegate”.

Brusìo fra le signore.
Poi intervenne il direttore Fao, il senegalese Jacques Diouf, e il Cavaliere lo apostrofò spiritosamente:

“Dovresti dimagrire un po’”.

Altro brusìo.

Il presidente del Togo Gnassingbè Eyadéma stava raccontando la tragedia del Malawi, dove stavano morendo di fame 13 milioni di persone.

Sconvolto dalla commozione, Berlusconi lo interruppe:

“Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame…

Grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menu sia totalmente italiano, così sarete soddisfatti”.

da Il Fatto Quotidiano del 15 novembre 2009

In effetti, come scrive Belfagor, Berlusconi non poteva certamente mancare anche se, a causa dei tagli alle somme promesse e mai sborsate, ha dovuto ricorrere ad una maschera a lui congeniale allorchè, ancor prima di entrare in politica, usava battere i palcoscenici della periferia milanese nelle vesti di cantante e comico.

Ma il comico è rimasto ancora in lui ed in tale veste si è presentato al

“Summit della Fao”.

Avendo letto che i c.d.

“GRANDI della TERRA”

avrebbero disertato questo importante consesso, lui ha voluto intervenire e, non avendo mai avuto un senso morale, non poteva presentarsi di fronte agli intervenuti impegnati a far si che il dramma della fame per 1,02miliardi di persone nel mondo, venisse una volta per tutte affrontato e risolto, nelle sue vesti istituzionali; ha ripiegato su quello che meglio gli riesce, non il Premier, ma il dicitore di barzellette.

Eccoti bello e fregato dr. De Pasquale; il suo sbraitare non è servito a nulla, anzi !

Per il Cavaliere parla, anzi straparla, Bocchino:

“Siamo alla prova del nove della persecuzione !”

Si sono parole di un soggetto legato mani e piedi al suo capoccia ma,

direbbe il grande Totò, invertendo i termini nel suo film:

“Ogni limite ha una pazienza !”

E se, vista la reiterazione del comportamento processuale del Berlusconi provassimo invece ad essere noi usare i termini usati da Bocchino ?

Ne verrebbe fuori:

“Siamo all’ennesima prova del nove della volontà del premier a fregare, scantonando gli inviti a comparire, la Giustizia.”

Oramai è un vizio congenito che dà la giusta dimensione millimetrica, in punto a senso civico e morale, dell’uomo.

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ZERO ASSOLUTO

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