mercoledì, ottobre 31, 2007

Le proposte di Beppe Grillo - 4

PROGRAMMA
di
BEPPE GRILLO
LE SUE PROPOSTE
per
L’ECONOMIA

Premessa

Un’economia sana deve avere una strategia di lungo termine, decenni, secoli, che ne consenta lo sviluppo e disporre di regole che ne permettano l’attuazione ed il controllo.
Strategia e regole
sono due temi che vanno indirizzati insieme.

STRATEGIA
La nostra economia è basata sul petrolio, ma in tempi più o meno brevi ne dovremo fare a meno, e insieme al petrolio dovremo rinunciare per sempre all’economia degli sprechi, delle mega opere, dei trasporti su scala mondiale di beni già disponibili sul territorio, come l’acqua e il cibo, i maglioni e gli utensili.
L’economia dovrà essere sostenibile, e quindi basarsi su fonti rinnovabili, che dovranno essere incoraggiate e diffuse con politiche fiscali premianti.
Le imprese senza impatto ambientale dovranno avere una forte riduzione fiscale che dovrà essere compensata con un pari aumento per le aziende che producono danni all’ambiente.
REGOLE
- Introduzione della class action;
- Abolizione delle scatole cinesi in Borsa;
- Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società quotate;
- Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate;
- Abolizione della legge Biagi;
- Evitare lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente mercato interno (es. zuccherifici);
- Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale;
- Responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite;
- Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessasocietà se questa si è resa responsabile di gravi reati
(come è avvenuto per la Banca Primarie dei cittadini Popolare Italiana, in cui due consiglieri della gestione Fiorani sono stati confermati nel nuovo consiglio: Castellotti e Olmo);
- Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società
(come è avvenuto a suo tempo per Telecom Italia);
- Tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle aziende compartecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato;
- Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Ferrovie dello Stato;
- Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei;
- Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato, sia con il taglio degli sprechi, sia con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari;
- Ampliare il mandato delle Authority, cambiare i loro attuali vertici ed inserire regole sulla concorrenza trasparenti e chiare per i cittadini.
Obbligo di rendere pubbliche sui principali media, giornali, radio e televisioni, le motivazioni di condanna del comportamento delle aziende eventualmente condannate;
- Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come amministratori in aziende aventi come riferimento lo Stato o quotate.

Questo è il programma;
valutate se vi siano in esso proposte:
1- Necessarie, quindi indispensabili, per dare finalmente una svolta anche “etico – morale” al nostro Paese;
2- irrealizzabili o meno da un punto di vista tecnico ovvero politico ;
3- talmente eversive da considerare cosa saggia lo scartarle tutte, nessuna esclusa.
Alla prossima puntata azzarderò qualche mio commento personale, per quel che vale, ma l’importante è che ogni eventuale lettore maturi, dopo averle lette tutte, una propria opinione; pro o contro non importa ma è importante farsi una personale opinione senza lasciarsi “pilotare” da destra o da sinistra.
L’importante è l’esercitarsi nel soppesare ogni idea senza condizionamenti esterni ed anche, alle volte, lasciando da parte gli interessi strettamente personali per considerare l’impatto di più ampie dimensioni che ogni scelta comporta per tutti noi.
segue


domenica, ottobre 28, 2007

L'ultimo messaggio

MORIRE INUTILMENTE


IN PUNTO DI MORTE

Mamma, sono uscita con amici.

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto:di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava...

Qualcosa di inaspettato!

Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice:"il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".Mamma, la tua voce sembra cosí lontana!Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere.Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará".Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.
Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma?Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare...Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva...
La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura.Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente.Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... ti voglio bene e...addio.

°°°°°°°°°°°

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole e il giornalista scriveva... Scioccato.Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli...Potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.Mandalo a tutti quelli che conosci.Grazie.

sabato, ottobre 27, 2007

Le proposte di Beppe Grillo - 3

IL PROGRAMMA
di
BEPPE GRILLO - 3

LE SUE PROPOSTE

per

L’INFORMAZIONE


PREMESSA per MEGLIO CAPIRE


L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale.
Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si
manifestano derive antidemocratiche.
Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti
economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere
economico prevalgono sugli interessi del singolo.
L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale: energia,economia, istruzione, sanità.
Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte
che lo riguardano.

Questa premessa di Grillo diviene oggi di enorme importanza ove si consideri che negli ambienti ben informati corre insistentemente la voce secondo la quale la testata de L’Unità, il quotidiano fondato nel febbraio del 1924 da Antonio Gramsci, verrebbe ceduta alla famiglia Angelucci, editrice de Il Riformista nonché, attraverso la Fondazione San Raffaele, di Libero.
Pronta la reazione del Comitato di Redazione che considera questa manovra come il configurarsi della fine della sua collocazione storica con la conseguente rinuncia al suo ruolo primario nel panorama della stampa democratica.
Proprio ieri su questo quotidiano è stato pubblicato un articolo a firma del giornalista e scrittore Roberto Cotroneo dal titolo
“il caso”
CHE FINE HA FATTO BEPPE GRILLO ?
Se non mi fossi soffermato in precedenza sul nome dell’illustre editorialista avrei pensato che l'autore dell'articolo fosse Feltri, il direttore di Libero, già abbarbicato al tavolo del nuovo, per lui, quotidiano.
Ma su questo ne parlerò a parte, non appena mi passerà un po’ di rabbia.
Oggi credevo di trovare un qualche commento su tale articolo ma nulla di tutto ciò e dire che……..a parte l’inaccortezza circa l’intempestività della sua pubblicazione…..c’è dell’altro di molto pesante forse sfuggito ai più.
Meglio la manifestazione della destra - con tanto
di emblemi fascisti al suo interno- che il V-Day.

LE PROPOSTE

- cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano;
- eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche;
- nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, ma deve esserci un azionariato diffuso con proprietà massima del 2%;
- nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, ma deve esserci un azionariato diffuso con proprietà massima del 2%;
- vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 2%, di due canali televisivi pubblici;
- un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale, indipendente dai partiti;
- abolizione della legge Gasparri;
- copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale;
- statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da
Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi
competitivi ad ogni operatore telefonico;
- introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete;
- eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa;
- allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee;
- tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo riferimento economico;
- riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni;
- abolizione della legge Urbani sul copyright;
- abolizione del digitale terrestre e restituzione degli investimenti sostenuti dallo Stato da parte dei soggetti economici privati coinvolti.

A me sembra che di antipolitico ci sia solamente l’antipatia preconcetta nei confronti di Grillo, forse urla troppo, questo è vero, ma avete provato a parlare con un sordo e per giunta privo di un apparecchietto acustico – che costa peraltro un mucchio di soldi -?
Bisogna alzare i toni per farsi capire ed alle volte si è costretti anche ad urlare in quanto non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Le proposte non appartengono al mondo della fantasia planetaria ma ad una realtà concreta che, se modificata sulla base delle stessa, renderebbe la nostra società più democratica e più competitiva ed in grado, sulla base della concorrenza, a tenere i prezzi su basi eque e non da strozzinaggio.
Probabilmente le percentuali indicate in alcune proposte dovrebbero essere elevate, a secondo dei casi, sino ad un massimo del 15%, ma la Legge Gasparri, già al centro delle attenzioni della UE, buttiamola subito nel cestino, meglio ancora in un bel water- clock e usiamo poi un potente getto d'acqua per mandarla nel posto che si merita.
Infine, il Consiglio dei Ministri, nel corso di una delle sue ultime sedute ha stabilito le procedure per l’assegnazione delle frequenze Wi-max ( Worldwide Interoperability for Mcrowawe Access), sistema di radiocomunicazione che consente alle reti l’accesso ai servizi a banda larga , molto meno costoso rispetto all’attuale Internet.
Tanto è stato possibile a seguito dell’accordo tra Ministero delle Comunicazioni e quello della Difesa in quanto questo sistema era usato solamente a scopi militari e non ancora civili.
Come si vede, anche qui non racconta fanfaluche.
segue

giovedì, ottobre 25, 2007

Cade la pera dal pero.....

CHE DIRE SUL FUOCO AMICO?

Sino ad ora era stato “sperimentato” in Iraq ed in altri Paesi martoriati dalle guerre.
Capita, purtroppo, dove vi sono conflitti armati; alle volte si tratta di errori altre volte no.
I primi sono il frutto di errate segnalazioni, difettosi avvistamenti ma i secondi sono assimilabili agli attentati, ad agguati ben preparati nella speranza poi che qualcosa riesca a stenderci sopra un velo vergognoso, come nel caso Calipari.
Credevamo che questa jattura capitasse solamente in zone operative di guerra ovvero, come spesso accade durante le partite di caccia, allorché il cacciatore spara non appena avverte un muoversi di foglie ed ammazza il “compagno di battuta”.
Ci dobbiamo ricredere, accade anche all’interno del nostro attuale governo e nel nostro Parlamento.
L’un contro l’altro armato per interessi o di partito ovvero, ancor peggio, personali pur nella consapevolezza che a lungo andare la corda, a forza di tirarla, si logora sino a spezzarsi.

La figura dell’uomo è meramente simbolica in quanto in esso si identificano tutti quei personaggi “amici” che stanno facendo di tutto per fare cadere il governo, sebbene appartengano alla stessa compagine ministeriale od a partiti che dovrebbero sostenerlo.
Alcune richieste di modifiche presentate dalla maggioranza alla legge Finanziaria 2008 sono legittime ma il governo ha l’obbligo di far quadrare i conti “generali” per l’impegno a livello europeo di rientrare dal deficit spaventoso accumulato dal precedente governo; per cui la coperta è corta nonostante l’accrescere delle entrate tributarie siano aumentate per il diverso atteggiamento tenuto nei confronti degli evasori.
Ma c’è ancora qualcuno che crede che l’attuale governo, se avesse le disponibilità economiche, non accontenterebbe tutti ?
La forbice tra benessere e povertà in cinque penosi e lunghi anni si è allargata a dismisura anche perché il premier di allora non volle fare nulla per contrastare l’inusitata lievitazione dei prezzi – “Io non posso farci nulla” – diede la colpa all’euro, incominciò, proprio lui, a dare consigli alle massaie su come fare
la spesa !
Nessuno si chiese come mai nelle altre nazioni entrate nell’area dell’euro i vari governi avevano raggiunto accordi coi produttori di beni e servizi nonché con le grandi distribuzioni mentre in Italia nulla di tutto questo venne fatto ?
Ma anche molti elettori del centrosinistra incominciano a pensare: ma allora
era migliore quell’altro governo dove tutto filava dritto, quanto meno all’apparenza; un solo capo e chi era in disaccordo, via, a casa, come nelle migliori dittature moderne dove il bastone di comando è nelle mani di uno solo che, se contraddetto, sa essere molto vendicativo.
La maggioranza degli italiani non ama le risse tra amici e premia la coesione, anche se il poter discutere anche animatamente su temi di enorme importanza
non fa mai male allorché, però, alla fine si arrivi ad una sintesi accettata da tutti.
Ma le battutine ironiche, gli insulti e quant’altro di grottesco è avvenuto ultimamente sotto i nostri cieli non pare proprio l’abito migliore per presentarsi a tutti noi amministrati.
Le discussioni, alle volte anche animate, per l’opposizioni sono scontri, prendere le distanze da una certa posizione ritenuta sbagliata diviene per gli altri che non litigano mai, sebbene la notte dell’esito elettorale per loro negativo si è trasformata in quella dei “lunghi coltelli”, una resa dei conti.
La gente osserva e pensa; beh erano meglio gli altri, anche se è stata fregata per bene in maniera indolore; molti non capiscono più nulla, soprattutto la differenza che intercorre tra le cause e gli effetti di certi eventi, addossando tutte le colpe a chi si è trovato a “curare” i disastrosi effetti creati da un precedente governo.
Questo e quello per me pari sono affermano oggi i più benevoli; una specie di regola matematica, quella secondo la quale cambiando l’ordine dei premier il prodotto non cambia.E’ vero che i “ fattori” sono diversi ma il prodotto è diverso, eccome.
L’ex premier ospitava ad Arcore un fattore, tale Vittorio Mangano, oggi defunto, che accudiva un cavallo divenuto famoso come quello di Caligola.
Il Mangano, legato mani e piedi ai poteri mafiosi siciliani, pare che fosse stato consigliato a Berlusconi dall’amico, sin dai tempi universitari milanesi, Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia, anche lui pregiudicato per una condanna definitiva per estorsione.
Lo stalliere era un campione di vita da imitare con un curriculum del tutto invidiabile, tanto che la sua fedina penale comprendeva le seguenti condanne :

1- dieci anni per droga, negli anni Ottanta;
2- nel '99 gli sono stati inflitti 15 anni per traffico di droga;
3- , altri 15 anni quest'anno per estorsione.
4- ammalato di cancro gli vennero concessi gli arresti domiciliari nel corso dei quali viene condannato all’ergastolo in quanto coinvolto nell'omicidio di Giuseppe Pecoraro e per essere stato ritenuto l'esecutore materiale di quello di Giovambattista Romano, vittima della "lupara bianca".

Prodi è di gran lunga più modesto, non ha né cavalli né stallieri di sorta.
Eppure: questo e quello per me pari sono ?

In questi tempi assai grami ritenevo che la miglior cosa fosse quella di stare zitto, in attesa degli eventi; ma dopo aver sentito parlare ieri la “pescivendola” al secolo Michela Vittoria Brambilla, mi sono ricreduto e di botto ho messo giù di fretta questo scritto.
Battute stupide, affermazioni che tutti conoscevano ancor prima che lei nascesse, come la scoperta che sono i poveri giovani a pagare con i loro contributi le pensioni a chi è andato in quiescenza !
Ma viene dalla montagna o è la pera che cade dal pero ?
E’ sempre stato così.
Dal mio stipendio, in costanza di rapporto di lavoro, hanno prelevato fior di contributi che il datore di lavoro ha poi girato all’INPS il quale a sua volta se ne è servito per pagare le pensioni a coloro che oramai erano usciti dal mondo del lavoro i quali, a loro volta, quando lavoravano, avevano contribuito a incrementare il fondo pensioni – e non solo quello - in favore degli ex lavoratori.
Rideva scioccamente per questa sua trovata non sapendo che aveva scoperto l’acqua calda.
Esilarante poi la storiella che i “suoi” giovani vorrebbero formare un nuovo partito che, non hanno però via di scampo, in quanto alla fine dei conti dovrebbe essere “capeggiato da un giovane settantunenne di primo pelo, che poi non è il suo- soggiunge Maria Novella Oppo -, e da una quasi quarantenne salmonata le cui idee migliori sono sostenute dalle calze autoreggenti”.
Ma speriamo che su tutte le posizioni prevalga il bene dell’Italia

Fioccano i paragoni: chi dei due viene meglio ?

















Ma credo che il paragone dovrebbe essere fatto tra questi due personaggi:




Qualche conoscente mi ha rimbrottato, accusandomi d’avere “la fissa del fascismo”; altro che “fissazione”, i partiti fascisti prolificano a vista d’occhio.
Oltre a la Destra di Storace è nato anche il
PARTITO FASCISTA REPUBBLICANO
C’è da rovinarsi il fegato, ma ne riparleremo anche perché a quest’ultimo proposito è stata presentata una denuncia presso la Procura di Roma da parte di un parlamentare europeo appartenente al
grup
po PSE.

mercoledì, ottobre 24, 2007

Berlusconi e l'incidente stradale

BERLUSCONI
e
L’INVESTIMENTO DI UN MAIALE

Tempo addietro le cronache raccontarono un episodio della vita dell’ex premier passato per molto tempo sotto silenzio; confesso che più che un fatto vero pare una barzelletta.
Probabilmente lo è ma in ogni caso meritevole di essere raccontato o raccontata.
Una sera Berlusconi, dopo uno dei suoi soliti oceanici comizi tenuti ai suoi fans,
ritorna nel cuore della notte a casa a bordo della sua auto preferita, la Buick azzurra,


condotta dal suo fidato autista.
Siamo in Toscana; mentre scollinavano velocemente sulle strade del Chianti si scatena un forte temporale con tuoni e fulmini da far paura.
L’autista, in mezzo a quel pandemonio, smarrisce la via da percorrere e, nel tentativo di ritrovarla attraverso i pochi cartelli indicatori stradali che incontravano,incomincia a viaggiare con lenta andatura, anche per salvaguardare l’incolumità dell’illustre trasportato.
Passano i minuti e le ore invano allorché Berlusconi intima all’autista di scendere dal posto di guida avendo l’intenzione di condurre lui stesso l’auto.
Detto fatto, il nostro uomo incomincia a correre come un folle sino a che avverte un gran tonfo e la vettura si ferma; pioveva ancora a catinelle, l’autista scende per accertarsi di quanto accaduto e tra un lampo e l’altro si accorge che è stato investito un maiale che oramai è disteso per terra morto.
Lo riferisce al suo datore di lavoro e questi, con l’occhio di lince che si ritrova, scorge in lontananza le luci di un casolare.
Senti dice all’autista, fammi un favore, raggiungi quel casolare dove certamente abitano i padroni di quest’animale, presentati è dì che il maiale lo hai ucciso tu; non vorresti certamente che finissi io sui giornali per questa sciocchezza.
Vista la titubanza dell’autista nell’accettare questa proposta, soggiunge: tu sai bene che io ho sempre gratificato chi ha coperto le mie magagne, alle prossime elezioni ti farò eleggere in Parlamento e così sarai a posto per tutta la vita.
Vai e fai presto perché ho ancora da sbrigare alcune cose ad Arcore.
L’autista è ancora incerto ma quella del suo capo era una ricompensa irripetibile, di quelle che capitano una sola volta nella vita.
Convintosi, parte e dopo aver scarpinato per un bel po’ arriva al casolare, bussa alla porta ed attende.
Si sente un ciglio ed ecco che la porta si apre; vede che tutta la famiglia sta cenando e per non perdere tempo in convenevoli va subito al dunque:”Sono l’autista di Berlusconi, sappiate che sono stato io ad uccidere quel maiale”.
Non aveva neanche finito di pronunciare l’ultima parola che balzarono tutti in piedi emettendo urla di giubilo; fecero accomodare l’autista offrendogli quanto di meglio avevano preparato per la cena.
Berlusconi, intanto, rimasto in auto, freme; passa mezz’ora, un’ora, un’ora e mezza e finalmente vede arrivare l’autista un po’ brillo che conduce, zigzagando, una carriola piena di salumi, bottiglie di vino, ogni sorta di ortaggi, pane casereccio, olio in quantità e via di seguito.
Berlusconi lo guarda incredulo e gli chiede cosa fosse accaduto.
Niente, risponde, come lei aveva suggerito ho detto solamente che ero l’autista di Berlusconi e che avevo ucciso io quel maiale vicino alla macchina.
E’ una barzelletta certamente che ha fatto il giro del mondo, tradotta in varie lingue; un successo imprevedibile.
Chissà perché !

martedì, ottobre 23, 2007

Ma come faccio a saperlo ?


dal sito della
POLIZIA di STATO
12 grammi di alcool
Ma come faccio a sapere quanto?

In generale dopo aver bevuto qualcosa di alcolico le persone tendono a sentirsi comunque perfettamente in grado di guidare, ma non è così.
In generale i sintomi che esprime chi ha nel sangue 0,5 grammi/litro sono sicuramente poco evidenti rispetto a chi ne ha 0,8 ma in entrambi i casi comunque il sistema centrale nervoso risulta compromesso o alterato.
Studi scientifici dimostrano infatti che una percentuale anche piccola di alcol nel sangue rallenta i riflessi e dunque i tempi di reazione. Si riduce il campo visivo; diminuisce anche del 30/40 per cento la capacità di percezione degli stimoli sonori e luminosi e quindi la capacità di reazione così come la percezione del rischio.
Peso, sesso ed età influenzano il metabolismo dell'alcol e possono quindi anche essere determinanti nel raggiungimento o meno del limite previsto dalla legge. E' comunque provato che 12 grammi di alcol – che comportano una concentrazione di 0,2 grammi di alcol nel sangue in una persona di circa 60 chili di peso a stomaco pieno - corrispondono in linea di massima a:
1 bicchiere da 125 ml di vino;
1 lattina da 330 cc di birra;
1 bicchierino da 40 ml di superalcolico;
1 bicchiere da 80 ml di aperitivo.
Per superare i limiti massimi dunque basta poco.
Ancora meno per le donne, la cui costituzione fisica le rende più vulnerabili all’alcol.
Per avere ulteriori dettagli e informazioni sull'assorbimento e eliminazione dell'alcol da parte del corpo, per sapere in quale condizioni è raccomandabile non bere e tutte le informazioni necessarie si possono trovare sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità.

lunedì, ottobre 22, 2007

Cade la mela dal melo...ma il goveno ?

VIALE d’AUTUNNO

Una vecchia canzone del 1939, stupenda pur nella sua tristezza, attraverso la quale il suo autore si rammarica per la dipartita dell’estate e per l’imminente approssimarsi dell’inverno, simbolo dell’assopimento della natura in un lungo letargo quasi mortale.





L'autunno fa cadere le ultime foglie che il vento raccoglie portandole a sé.In ogni foglia gialla che ti accarezza c'è tanta tristezza che parla per me.
È l’inizio della prima strofa di questa canzone.

I colori e gli stessi suoni propri della natura rigogliosa mutano, infondendo un senso di sconforto in tutti noi; il giallo delle foglie è l’inizio della loro agonia, il silenzio nell’aria dovuto alla mancanza del cinguettio degli uccelli è la prova che anche loro ci hanno abbandonato.
Il clima invernale è per loro funesto, così come per noi l’attuale clima politico.
Ci si chiede :
Ma all’apparire della prossima primavera che clima avremo ?

Lo stesso nostro Presidente della Repubblica, nel corso della sua recente visita a Ferrara ha giustamente sottolineato che oggi
“Nella politica nazionale c’è un alto tasso di tossicità”.

In effetti l’aria che tira è malsana, oramai quasi irrespirabile; un po’ per i comportamenti di alcuni attuali ministri, ma molto per quelli dell’attuale opposizione con in testa il suo capo storico.
Questo soggetto è stato per qualche anno il padrone dell’intera Italia, e vorrebbe ritornare ad esserlo, costi quel che costi, ricorrendo ad ogni mezzo mediatico; aspirazione questa che ha coltivato sin prima delle ultime elezioni, seminando accuse “preventive” contro i suoi competitori, i suoi nemici prediletti, condendole di tanto in tanto anche con qualche frecciatina diretta contro un proprio alleato che, nonostante le precise accuse nei suoi confronti per non averlo “fatto lavorare”, continua imperterrito a reggergli la coda.
Veleni questi che potevano provenire solamente dalla sua bocca e da quelle dei suoi fedeli servitori, così come le madornali menzogne, difficili da ingoiare tranne che per coloro che vivono di sogni, di infatuazioni, di credulità condizionata, come nel commercio, da slogan pubblicitari ingannevoli.
Adesso, giorno dopo giorno, profetizza, qual novella Cassandra- che brutta fine che fece questa mitica figura !- la caduta del governo da un istante all’altro.
Tutto è possibile nella vita, ma intanto, questa profezia lanciata “ urbi et orbi” subito dopo le elezioni da lui perse, non si è ancora avverata perché il governo, pur incerottato, non è caduto ancora.
Anche la torre di Pisa doveva cadere diversi secoli fa ma non è ancora caduta tanto che una canzone un tempo in voga, quasi una riedizione della legge di gravità enunciata da Galileo e perfezionata da Newton – anche lui era uso osservare le mele che cadevano dagli alberi-, diceva:

“Cade la mela dal melo,
la pera dal pero é costretta a cascar;
Cade la pioggia dal cielo,
Cadono gli uomini in mar.
Ieri un magnifico vasomi cadde sul naso dal decimo pian,
e con un dolce sorriso mi misi allora a cantar:
Evviva la torre di Pisa che pende, che pende ma sempre sta su!
Evviva la torre di Pisa che pende, che pende e mai non vien giú!”.

Credo che il Berluska, nel caso in cui desiderasse apparire da oggi in poi diverso da quello che è stato, dovrebbe incominciare a dialogare per il bene dell’Italia tutta con i suoi avversari politici.
Ne guadagneremmo tutti e non solo lui che, nonostante i comunisti, si è arricchito lo stesso a più non posso mentre il popolo italiano, tranne le sanguisughe moderne, hanno avuto sonore batoste, non solamente economiche.
Almeno si conceda questo, ad altro non potrà aspirare, come quello di andare, nonostante il sontuoso mausoleo, in paradiso, negato per definizione ai ricchi; salvo che, rinunciando a tutti i suoi averi, devolvendoli a coloro che ha affamato ed a chi muore di fame nel resto del mondo, condanni il suo passato.

“E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei Cieli”.

Ne guadagnerebbe senza dubbio in salute, eviterebbe di essere un bugiardo incallito, potrebbe porre le basi per ritornare in Paradiso da cui crede d’essere partito per venire giù da noi per miracolarci.
Purtroppo l’uomo, mortale come tutti noi, è stato cresciuto nella convinzione di essere un immortale e, in quanto tale, al di sopra di ogni male terreno.
C’è una vecchia storia in proposito ma, mancando di dati ufficiali, dovrebbe essere poco credibile; una specie di leggenda, tanto più che chi la sta tramandando ai posteri, perché divenga patrimonio comune dell’intera umanità, non è mai stato un suo simpatizzante.
Anche se non l’ha scritta Plutarco è anch’essa una vita parallela, quella di mister ex “B-lira” ora “B-euro” o “B-dollaro” ovvero anche “B- rublo” con un essere soprannaturale.
Ve la racconterò quanto prima.
Ma nel frattempo il nostro uomo si dà da fare ed ha incominciato la sua campagna elettorale.
Dopo il Tele-Messaggio e la Lettera agli italiani, che una moltitudine di destinatari ha rispedito prontamente al mittente,
memore del successo da lui ottenuto nella sua trasmissione preferita con il contratto con gli italiani, ecco un altro colpo di genio, la pubblicità
“PORTA a PORTA”
ma anche qui pare che le cose non gli stiano andando meglio.



Ma l’uomo non demorde e per accelerare la caduta del governo emette un altro annuncio pubblicitario
“OFFRESI OSPITALITA’ POLITICA A SENATORI TITUBANTI E DESIDEROSI DI ESSERE GOVERNATI SOLAMENTE DA ME”
Con quel che oramai costano può permettersi questo ed altro; infatti Staino ha colto al volo questo suo fervore, approfittando della campagna dei saldi dei saltimbanchi.



La storia, per la verità non è nuova, in quanto era cominciata ad inizio legislatura proprio con un senatore, in quota IDV, che nei suoi trascorsi politici si è distinto come uno dei maggiori “saltafossi” italiani.
Volevo scriverci su molto tempo fa ma, vedo, che…..
non è mai troppo tardi.
Lo farò a giorni.




domenica, ottobre 21, 2007

Lectio brevis su.......

LECTIO BREVIS

in tema di incidenti stradali, causati da conducenti in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostante stupefacenti,
con esiti mortali ovvero con feriti più o meno gravi.

Questo era il titolo che avevo trovato il più confacente rispetto ad altri anche se poi, nello scrivere, mi è scappata un po’ la mano; mi era piaciuto subito ma alla fine di questo scritto non mi sono sentito di sostituirlo con un altro.
Così come il primo amore che non si riesce mai ad estirpare dal cuore, anche se poi amerai profondamente l’ultimo per tutto il resto della tua vita.

Lo spunto di questo mio nuovo post è stata la notizia appresa dai quotidiani nonché via TV secondo la quale il GIP presso il Tribunale di Forense, dr.ssa Paola Palasciano, convalidando lo stato di arresto del colpevole di uno di questi incidenti con esiti mortali per un’anziana signora, ha richiesto che il PM titolare dell’inchiesta, mutasse la sua richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo in quella di omicidio volontario.
Appresa così la notizia potrebbe apparire normale, anzi da accogliere con favore perché i comportamenti di chi si macchia di siffatti omicidi, che appaiono ai più del tutto incomprensibili, frutto di menti “tarate” che li induce a violare, spesso volutamente, ogni norma predisposta per regolare il nostro vivere nella maniera più civile possibile; frasi come queste sono facili da dire ma che poi si rivelano per alcuni difficili da comprendere per una lunga serie di motivi.
Si dirà: finalmente un magistrato severo con la mano pesante, come si conviene in simili frangenti.
Ma……..
Nel campo del diritto penale è facile per i non addetti ai lavori andare in confusione per tre ordini di motivi:
- il primo, perché il continuo reiterarsi della tipologia di taluni reati, nonostante le campagne sensibilizzatici degli organi istituzionali, delle TV e dell’intera stampa, non può che destare tra la gente quell’allarme “ sociale” che dovrebbe spingere il legislatore ad emettere norme più severe per la punizione delle illecite condotte dei responsabili;
- il secondo, sia perché spesso queste nuove norme si scontrano con altre già in vigore che, con un termine del tutto improprio ma più comprensibile a tutti, definirei come una specie di “salvagente” (vedasi quelle relative alle attenuanti generiche e specifiche) o che, come nei casi di cui stiamo occupandoci, vengono affiancate da altre norme anch’esse già esistenti (vedasi quella sulla omissione di soccorso ed anche quelle sul reato commesso in stato di ebbrezza o sotto l’azione di sostanze stupefacenti che attengono all’imputabilità o meno dell’agente).
Tale normativa non prevede reati a se stanti ma costituisce solamente delle aggravanti alla pena base che il giudice intende infliggere per la violazione della norma principale(lesioni o omicidio colposo).
- il terzo è che ogni giudice, sulla base delle prove prodotte dagli inquirenti (P.M. e Polizia Giudiziaria) nonché dai difensori dell’imputato durante il dibattimento emette la sentenza secondo un suo personale apprezzamento, tenendo in massimo conto la personalità del reo (se ha o meno la tendenza a delinquere, il suo comportamento processuale, se è un fannullone o meno) se le parti lese dal reato siano state o meno risarcite (questa è una attenuante), e così via.

Esiste anche una giurisprudenza – una varia gamma di sentenze precedenti - che può indirizzare un giudice di merito ma, diversamente di quanto avviene in materia civile, ogni fatto-reato ha spesso caratteristiche diverse che vanno prese in considerazione per cui si possono trovare solamente delle massime generiche che possono anche aiutare a risolvere problemi di diritto ma quasi mai di fatto.
La nostra reazione a fronte di questi oramai innumerevoli episodi di incidenti con guidatori sbronzi o drogati che seminano morte in ogni parte dell’Italia e che poi fuggono nella inutile e vana speranza di farla franca non può che essere improntata alla massima severità del castigo giudiziario; similmente aggiungo in questa particolare severità delle pene da irrogarsi ai colpevoli legati al fenomeno del c.d. bullismo, delle violenze in famiglia e quelle perpetrate a danno delle donne.
E’ questa una reazione che, secondo me, è propria di tutti coloro che rispettano le varie norme regolanti la nostra vita di tutti i giorni, anche quella che ci vede nelle vesti di conducenti di veicoli.
Ma quanti di noi rispettano queste regole non dico, come sarebbe nostro preciso dovere, al 100% ma almeno all’80% ?
Consideriamo le stragi che avvengono durante i fini settimana, durante i mesi estivi, sia lungo le autostrade che in quelle statali, provinciali e locali causati non da drogati od ubriachi bensì da persone nel pieno possesso di ogni facoltà fisica e mentale; basta una semplice disattenzione, il rispondere al cellulare, una bravata per risparmiare qualche secondo con manovre di sorpasso azzardate o spericolate per causare morti e feriti.
Meditando su queste cose forse ci aiuteremmo tutti di più a comprendere quello che vale una vita umana e ad insegnarlo soprattutto ai nostri giovani; incominciamo da loro.
E’ un segnale di civiltà che dobbiamo dare nei confronti di questi individui perché comprendano il male che hanno seminato sulle nostre strade.
La giustizia farà poi il suo corso pur nelle sue giornaliere contraddizioni.

Tot capita tot sententiae
affermavano i progenitori del nostro diritto;
ognuno può avere delle opinioni diverse, anche i giudici il cui compito non è alle volte semplice in quanto nel loro intimo vorrebbero seguire l’onda emotiva dell’uomo comune, calcando al massimo possibile la mano nei confronti di questi esseri incapaci di vivere secondo quell’etica che dovrebbe essere propria di ogni buon cittadino.
Tuttavia non possono in quanto legati all’obbedienza della legge cui sono vincolati da un solenne giuramento.
Semmai, se una serie di azione delittuose innesca quell’allarme sociale che costituisce il motivo principale per cui il legislatore si deve dare da fare per ristabilire l’ordine e garantire ai cittadini le migliori condizioni per vivere in piena tranquillità: va cambiata la normativa.
Una seria ipotesi potrebbe essere quella di:
- accorpare in una unica norma le fattispecie più comuni proprie di questo tipo di reati ora dislocate, come vedremo in prosieguo, in diversi articoli;
- assimilare, quindi, la pena edittale per questa tipologia di incidenti stradali, considerati oggi come delitti colposi, ad un livello lievemente inferiore a quella stabilita per gli omicidi e/o lesioni volontarie, in quanto causati con colpa grave e con la “previsione dell’evento” da parte dell’agente.
Ma nonostante ciò dubito che una pena più pesante possa costituire una remora decisiva a non commettere questo tipo di reati in stato di voluta incapacità di intendere e di volere se non accompagnata da una campagna di risanamento della vita sociale di questi soggetti attraverso esperti psicologi e cicli di disintossicazione e l’obbligo, invece del carcere, di scontare la pena nei servizi sociali.
Se l’ondata emotiva dovesse condizionare nei loro giudizi anche alcuni magistrati, tutti coloro che seguono le cronache giornaliere, non ferrate in questa delicata materia, vanno letteralmente in tilt anche perché ognuno di noi, al di là del dettato della legge, vorrebbe più questo che quest’altro senza considerare che ogni colpevole ha dentro e dietro di sé
tutta una propria serie di componenti che ne determinano il carattere, il suo modo di pensare e di agire; si va dal delinquentello occasionale al delinquente incallito, al delinquente professionale.
Ognuno ha una propria cultura che risente delle condizioni pregresse di vita, in particolare mi riferisco ai rapporti sociali che uno ha con gli altri suoi simili sia in famiglia che con gli estranei.
Astuzia, efferatezza, menefreghismo di ogni regola precostituita; c’è chi delinque per il gusto di delinquere e chi lo fa per scopi di lucro.
Si potrebbe scrivere un trattato partendo dal Lombroso sino ai nostri giorni ma non è questa l’occasione per farlo.
Da parte dei cittadini è oramai alquanto radicata la convinzione che chi commette un qualsiasi reato di una certa risonanza debba essere subito tradotto, come misura preventiva, in carcere e qui languire sino a che venga scontata la pena a lui inflitta in primo grado, anche in mancanza di una sentenza definitiva.
Certo ci sono anche di questi casi per reati gravissimi ed allorché v’è timore o di fuga o di reiterazione dei reati; ma per lo più l’iter penale si svolge in maniera diversa, purtroppo con molta ma molta lentezza.
Lo spunto, ripeto, per questo mio post è stata la notizia che un Giudice per le indagini preliminari (GIP) di Firenze, decidendo su una richiesta del PM di rinvio a giudizio per omicidio colposo ed omissione di soccorso ha ritenuto di far contestare il più grave reato di omicidio volontario, così convalidando la misura restrittiva dell’arresto, e con questa imputazione il reo dovrà affrontare il giudizio di merito.
L’ennesimo conducente trovato in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti che, dopo aver determinato un incidente stradale con esiti mortali per un’ anziana signora, si è dato alla fuga.
La motivazione, succintamente, è che questa persona, guidando in tali anomale condizioni, fosse consapevole della possibilità di causare un incidente.
Ma anche quella di ammazzare qualcuno ? Aggiungo io.
C’è da dire come inciso e per completezza come ancor prima dell’entrata in vigore dell’assicurazione obbligatoria dei veicoli - Legge 990 del 24 dicembre 1969 – le polizze prevedessero l’esclusione dalla garanzia assicurativa degli incidenti causati da conducenti in stato di ebbrezza, in quanto ritenuta questa una anormalità di circolazione.
Detto questo, per meglio far comprendere e così districarsi meglio in questo guazzabuglio giuridico, occorre partire da uno dei pilastri di ogni ordinamento giuridico in materia penale, cioè dall’elemento psicologico del reo.
Infatti i reati si distinguono,sulla base del suddetto elemento, in;
a) delitti;
b) contravvenzioni;
i delitti, a loro volta, sono classificati come:
a) colposi- cioè contro l’intenzione, anche allorchè l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e viene commesso a seguito di negligenza o imprudenza od imperizia ovvero ancora per violazione di leggi,regolamenti, ordini o discipline;
b) dolosi o volontari –cioè secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso è voluto come conseguenza di un’azione od omissione ;
c) preterintenzionali -cioè oltre l’ intenzione,quando da un’azione od omissione deriva un danno più grave di quello voluto dall’agente- esempio classico: si sferra un pugno per ferire ma il malcapitato, cadendo a terra sbatte il capo e muore .

Questi per il nostro codice penale sono gli elementi psicologici di ogni reato.
L’incidente stradale con danni a persona – feriti o morti - è oggi il delitto colposo per eccellenza al quale possono aggiungersene altri, come per esempio l’omissione di soccorso, reato questo previsto e punito dall’art. 593 C.P. che attiene non solo agli incidenti stradali ma ricomprende anche la mancata segnalazione di una serie di persone abbandonate a se stesse e bisognevoli di aiuto .
In questa eventualità viene aumentata la pena prevista per il reato “principale”.
Vi sono poi alcuni articoli con i quali viene affrontato il caso dell’ ubriachezza volontaria o colposa ovvero preordinata ai fini di commettere un delitto (art. 92 C.P.) e la successiva norma, art.93- fatto commesso sotto l’azione di sostanza stupefacenti e poi ancora i casi di ubriachezza abituale e della cronica intossicazione da alcool o sostanze stupefacenti.
Tali norme, che prevedono comunque aumenti della pena, riguardano tuttavia la punibilità o meno dell’autore del reato; in buona sostanza la capacità del soggetto di intendere e di volere o meno non ha in siffatte circostanze alcuna rilevanza sulla punibilità del reo che deve rispondere della sua azione criminosa.
Dato quanto sopra mi sembra che da un punto di vista giuridico la imputazione di omicidio volontario in questo caso, pur apprezzando l’intenzione e le finalità del GIP che vorrebbe far punire questo imputato in maniera esemplare – l’incidente è stato provocato mentre tentava di sfuggire alle Forze dell’Ordine , giuridicamente non regga proprio sebbene in dottrina si sia ipotizzata una strana teoria, quella della “colpa cosciente”, che parrebbe supportare la decisione del GIP fiorentino.
Debbo confessare che a me viene difficile comprendere una qualche differenza tra l’ipotesi prevista e punita con aumento della pena, quella della previsione dell’evento, con quella ora enunciata della “colpa cosciente”.
Il tutto indipendentemente dal principio costituzionale della rigidità e determinatezza della norma penale che non lascia ai giudici alcuno spazio interpretativo.
L’art. 43 CP è chiaro nella definizione del delitto colposo:
“….quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente….”
Mi piacerebbe sapere come farà il PM, che deve sostenere l’accusa nel processo, a dimostrare che l’imputato abbia ucciso volontariamente la povera vittima incolpevole che, anch’essa in auto, procedendo regolarmente per la sua strada, ebbe a trovarsela sbarrata da una improvvisa e criminosa manovra di inversione di marcia dell’imputato nel tentativo di sfuggire ai controlli delle Forze dell’Ordine.
Episodio esecrabile questo incidente stradale, senza alcun dubbio, ma andare oltre il dettato della legge non pare sia il mezzo migliore per “fare giustizia”.
Ed è anche un mezzo pericoloso ove questa tendenza la si applicasse anche per altri reati.

sabato, ottobre 20, 2007

La fame nel mondo e....

LA FAME nel MONDO
e
LA POVERTA’ IN ITALIA
850 milioni di persone muoiono per fame e per malattie determinate dalla mancanza o carenza di nutrizione.
La maggioranza di costoro sono dei bambini che non riescono a crescere, nati rachitici e morti come tali.
Mancano anche di acqua, un bene inestimabile che noi riusciamo a sperperare.

Facciamoci tutti un esame di coscienza ed aiutiamoli,
tendiamo loro una mano

Il problema è grave ma può essere risolto, basterebbe che il resto del mondo economizzasse un po’ nella spesa per beni superflui, e non si …abbuffasse..
Le stima dei costi sul fabbisogno mondiale:
i pro ed i contro
(dati ONU)
9 MILIARDI DI EURO: cifra necessaria per garantire acqua potabile e impianti sanitari in tutto il mondo
11 MILIARDI DI EURO cifra spesa in Europa nel mercato del gelato
13 MILIARDI DI EURO: cifra necessaria per garantire condizioni di salute e alimentazione in tutto il mondo
17 MILIARDI DI EURO: cifra spesa in Europa e Stati Uniti per gli animali domestici.

E’ paradossale la circostanza che sul nostro pianeta Terra si produca cibo sufficiente per sfamare l’intera popolazione mondiale e, ciononostante, una persona su sette muore di fame.

Come si sa, il fabbisogno energetico per ogni essere umano si misura in


“CALORIE”

la cui misura però si diversifica a seconda dell’età, del sesso, del tipo di lavoro svolto e dell’ecosistema in cui vive.
Prendiamo, per poter fare un esempio, come base il fabbisogno energico medio che occorre giornalmente ad un adulto:
DATI FAO
. Fabbisogno energetico essenziale medio per adulto: 2.000 calorie;
. 1 miliardo e 300 milioni di persone (circa 1/3 della popolazione mondiale) consumano, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, tra le 1.500/2.000 calorie;
. circa 500 milioni di persone consumano meno di 1.500 calorie;
. la popolazione dei Paesi occidentali ne consuma, secondo la FAO, più di 2.900 !

A far da contro altare oggi, nel mondo, circa un miliardo di persone è in soprappeso ed il 30% di costoro lo è oramai in modo cronico.

In Italia
il numero delle famiglie povere è in continuo aumento poiché gli stipendi dei dipendenti occupati in ogni settore pubblico e privato sono i più bassi a livello europeo e, per contro, i prezzi dei beni, anche di quelli di prima necessità, sono i più alti.
Le lenzuolate di Bersani, che ha trovato in Francia un futuro imitatore, per l’accanita opposizione delle lobby trovano in molti campi strenui difensori dei propri privilegi che si rivoltano in massa contro il governo attuale ben aiutati in questa opera dall’attuale opposizione che, quand’era al governo, aveva permesso ogni cosa, in principal modo, a quelli della “partita IVA, di arricchirsi alle nostre spalle.
Se non sono sufficienti le lenzuola che Bersani passi alle coperte e poi ai materassi, più solidi e convincenti come impatto; certamente noi vogliamo che guadagnino però quanto basta, quello che ci dà fastidio invece è il continuo salasso
attuato dalle “sanguisughe”.
Se la domanda cala per effetto dell’aumento della povertà anche chi produce bene e servizi va a ramengo; per “salvarsi”aumenteranno ancora i prezzi in modo che noi andremo ad essere catalogati cittadini da “terzo mondo” e loro invece… anche.
Oltre ai soliti noti che pensano di nascondere l’incipiente pancetta con il doppio petto e con le misure extralarge ce n’è uno che ha risolto in proprio il problema della fame


Buon pro gli faccia, ma sappia che il troppo storpia.




giovedì, ottobre 18, 2007

Una singolare rassegna stampa -2

LA RASSEGNA STAMPA
di
LUKY

II^ episodio
“Silvio domenica sera ad una ristretta cerchia di amici - assai ristretta - ha detto come effettivamente la pensa:
me ne frego di Walter, faccia quel che crede, non muterà nulla».

Ed ecco il Verbo in prima pagina in modo che tutto l’universo sappia da quale pulpito venga la predica e quali origini storiche abbia quel
“ME NE FREGO”,
prova ne sia che questo detto di stampo fascista è stato più volte urlato durante l’ultima marcia su Roma organizzata da AN.


il richiamo alle sue origini.


Durante l’occupazione nazista post armistizio quella parte dell’Italia non ancora liberata era piena zeppa di agenti USA, oramai per noi alleati, selezionati con cura tra gli italo-americani, i quali, tra le altre missioni da compiere, avevano anche il compito di tenere i collegamenti con i nostri gruppi partigiani attraverso i vari Comitati di Liberazione.
Figli di emigranti italiani parlavano molto bene la nostra lingua, molti con accento meridionale, per cui era difficile distinguerli e, così, individuarli.
Ogni tanto qualcuno cadeva nelle mani delle SS, spesso su spiate fasciste, ma parlando a perfezione la nostra lingua non davano indizi circa la loro effettiva nazionalità anche perché non c’era tortura che bastasse per farli “cantare”, nonostante che le SS fossero altamente specializzate in questa macabra attività.
Trovarono però un sistema efficace per stanarli, mettendo in pratica la teoria che qualsiasi persona quando si arrabbia per un dolore acuto ed improvviso perde i freni inibitori e si mette ad imprecare con espressioni idiomatiche, proprie della sua lingua madre.
Avveniva così che nel corso di un interrogatorio all’apparenza normale e pacato l’aguzzino spegnesse improvvisamente, con mossa fulminea, una sigaretta sul dorso della mano del prigioniero che, preso alla sprovvista, urlava per il dolore frasi di disappunto nella propria lingua.Berlusconi, avrete notato, quando perde le staffe per un qualcosa che non gli garba, si lascia andare anche lui, pronunciando frasi che fanno trasparire quale sia la sua vera indole e personalità: urla, sbraita, strepita, ricorrendo alla fine ad uno dei suoi soliti ritornelli di mero comodo.
Brogli, implosione del governo, spallate, io non collaboro con chi per il bene dell’Italia deve andarsene a casa e via discorrendo.
Tutti oramai hanno capito che si impersonifica nell’Italia intera: l’Italia è lui, solo lui, e gli altri dei burattini da manovrare a suo piacimento, come da anni è avvenuto ed avverrà, Dio non voglia, anche in futuro se dovesse risalire al potere.
La smania del potere lo acceca ed è da comprendere il perché dell’attuale sua enorme sofferenza, ben visibile sul suo volto, nonostante cere e ceroni e l'affannarsi dei truccatori.
E’ bugiardo, forse inconsapevolmente, anche con sè stesso, diceva Montanelli; a forza di raccontare bugie finisce poi per crederle come vere e scambiarle con la realtà !
Lui, il laureato non ha mai avuto un debole per Veltroni, non laureato, ma insignito di una laurea honoris causa , della Legion d’Onore francese, Cavaliere di Gran Croce, direttore de L’Unità,ecc…, scusate se è poco, che per cultura generale e politica sovrastava da capo a piedi il colto industriale brianzolo del Romolo e Remolo nonché del filosofo greco Paolo di Tarso, meglio noto ai meno ignoranti come l’apostolo San Paolo.
Sensibilità umana a parte più volte dimostrata, da Veltroni s’intende, anche nel corso dei suo molti viaggi in Africa per intervenire in favore delle persone che morivano di fame; ma questa dote se non la si ha sin dalla nascita non la si può avere in seguito, atteso che nessuno te la può vendere, neanche a peso d’oro.
Chiesero ad un nostro missionario cosa ebbe a dire Veltroni nel vedere nei pressi di Nairobi questa moltitudine di gente oramai in fin di vita; non disse nulla, rispose il missionario, perché piangeva.
Ma forse Berlusconi ricorda ancora con profondo rancore le batoste che Veltroni ha rifilato in due consecutive elezioni comunali prima ad un certo candidato forzista che rispondeva al nome di Antonio Tajani e poi a Gianni Alemanno di AN, issato anzitempo in trionfo sin sul Campidoglio da proiezioni statistiche fallaci.
Due competitori di alto rango addirittura stritolati !
Allorché era consigliato dal suo Letta, su suggerimento di quest’ultimo, il giorno dopo smentiva di aver detto le frasi del giorno prima; ma pare che abbia cambiato, in peggio, il suo fidato consigliere e così l’uomo è rimasto come un re nudo.
Non sa più che pesci prendere e per questo ha voluto accanto a sé quella che viene chiamata dalle alte cariche invidiose della CDL “la pescivendola”, cioè la Brambilla, il terzo, in ordine di tempo ma primo in graduatoria, delfino del capo.
Sogna e spera che il governo cada per sua stessa mano; ma non sempre i sogni si avverano e anche le speranze, pur essendo le ultime a morire, svaniscono nel nulla così riconfermando il detto che
CHI DI SPERANZA CAMPA DISPERATO MUORE.
Che Berlusconi, da ex cantante che era, avverta di trovarsi oggi nei panni di Cavaradossi che nel terzo atto della Tosca canta la famosa romanza
Lucean le stelle ?:
“….Svanì per sempre il sogno mio d'amore...
(alias Palazzo Chigi e poi il Quirinale)
L'ora è fuggita... E muoio disperato
E muoio disperato!....”.

Se le cose stessero così bisognerebbe comprenderlo e compatirlo un tantino.
Però che lasci perdere i sondaggi e si dia una regolata; ogni sondaggio, visto che sono in vena di citazioni melodrammatiche, è come la donna che, nel Rigoletto, il duca di Mantova definisce come:
“La donna e mobile
qual piuma al vento
muta d'accento
e di pensiero.
Sempre un amabile
leggiadro viso,
in pianto o in riso,
e menzognero….. "
A meno che i sondaggi, come al solito, vengano commissionati ad esperti USA i quali sono riusciti a far vincere per ben due volte ……ma questo non c’entra è tutt’altra storia che ci ha interessato indirettamente anche se …..per esempio, se gli eventi americani si fossero svolti diversamente noi non avremmo mai avuto l’occasione di andare in Iraq.
Vero o Falso ?
Sta di fatto che l’attuale presidente Bush giorni addietro ha pubblicamente dichiarato che l’Italia di oggi è una alleata fedele
degli USA.
Chissà come l’ha presa il Berluska che ha sempre sostenuto
ferocemente il contrario!

mercoledì, ottobre 17, 2007

Il Nobel sfumato a...


I PREMI NOBEL
2007

Elenco dei nomi degli italiani che hanno avuto questo prestigioso riconoscimento per essersi particolarmente distinti per la loro attività nei vari campi previsti dall’Accademia Reale svedese.
Premi Nobel per la pace
Ernesto Teodoro Moneta (1907)
Premi Nobel per la chimica
Giulio Natta (1963)
Premi Nobel per l'economia
Franco Modigliani (1985)
Premi Nobel per la fisica
Guglielmo Marconi (1909)
Enrico Fermi (1938)
Emilio Segrè (1959)
Carlo Rubbia (1984)
Riccardo Giacconi (2002)
Premi Nobel per la letteratura
Giosuè Carducci (1906)
Grazia Deledda (1926)
Luigi Pirandello (1934)
Salvatore Quasimodo (1959)
Eugenio Montale (1975)
Dario Fo (1997)
Premi Nobel per la fisiologia e la medicina
Camillo Golgi (1906)
Daniel Bovet (1957)
Salvador E. Luria (1969)
Renato Dulbecco (1975)
Rita Levi Montalcini (1986)
Mario Capecchi (2007)
Mario Capecchi, a dire il vero, sin da bambino emigrò assieme alla sua famiglia negli Stati Uniti d’America; se fosse rimasto in Italia, al punto in cui è relegata la nostra ricerca scientifica, avrebbe vinto, forse, a causa dei modesti compensi riservati ai ricercatori, solamente la fame.
Non sempre l’assegnazione dei vari Nobel avviene senza discussioni anche se poi, come accade per ogni problema per la cui soluzione c’è una disparità di vedute si raggiunge un accordo, una specie di transazione sulla diversità dei pareri, che alle volte può essere doloroso per qualcuno che, pur appartenendo alla schiera dei papabili, si vede alla fine “scartato” inesorabilmente.
Da fonte ben informata ho potuto apprendere che è sorto addirittura un parapiglia nella commissione che avrebbe dovuto decidere a chi assegnare il premio Nobel 2007 per l’Economia.
Individuato all’unanimità lo studio meritevole del massimo riconoscimento ne
LA TEORIA DEI GIOCHI
la discussione, invece, è divenuta alquanto animata allorchè si è trattato di decidere quali fossero i nominativi degli studiosi cui assegnare il premio; la maggioranza aveva posto sul tavolo i nomi di tre economisti americani,
Leonid Hurwicz
Eric Mashin
Roger Myerson
che, in effetti, erano coloro i quali avevano creato le basi della teoria che permette di valutare il funzionamento dei mercati.
Il valore di questa teoria consiste nel consentire agli economisti di distinguere le situazioni in cui i mercati lavorano bene da quelle dove non funzionano.
L'Accademia ha ritenuto che i tre scienziati abbiano
"gettato le fondamenta della teoria dei giochi"
che studia la ripartizione delle risorse tra le diverse istituzioni e determina eventualmente se sia o meno necessario l'intervento dello Stato.
A questo punto alcuni commissari, dopo una seria riflessione, nella piena consapevolezza che la teoria è una cosa mentre la sua applicazione pratica è poi tutt’altro mestiere, volevano premiare anche coloro che, pur essendo estranei alla formazione della Teoria dei Giochi, anzi pur non conoscendola, l’avevano di fatto già applicata nei loro Paesi.
Pensa e ripensa, al commissario che nella disputa aveva tenuto un atteggiamento il più pacato possibile, si alza e con un sorrisino sulle labbra tuona il suo:
EUREKA !
Ho trovato, spiega, c’è nel mondo un personaggio che con i giochi dell’economia va a nozze.
Un vero e proprio giocoliere che, con il ruotare delle sue carte è riuscito a risuscitare la
LEGGE del MENGA
chi l’ha preso in quel posto se lo tenga, introdotta in un lontanissimo passato dall’economista austriaco
Karl Menger,
tradotta ed adottata poi, di recente in Italia, in un linguaggio meno scurrile, come la
LEGGE del MINGA
che poi è la stessa cosa, non ce n’è per nessuno se non per qualcuno.
Il nome:
GIULIO TREMONTI

il giocoliere prealpino.
Non se ne fece nulla, peccato; i suoi giochi, all’estero, sono poco apprezzati.
Solamente in Italia c’è ancora qualcheduno cui piace la legge del menga o del minga che dir si voglia.

martedì, ottobre 16, 2007

Una singolare rassegna stampa -1

LA RASSEGNA STAMPA
del
MIO CANE
I^ episodio

Quando Luky mi porta i giornali prelevati all’inizio dell’alba dalla vicinissima edicola, gestita da un giovane laureato in informatica che,dopo molti lavori in regime di precariato, ha preferito scegliere quest’altra strada per garantire a moglie e figlio un certo sostentamento, se ha trovato qualcosa di speciale scodinzola a più non posso.
E che codate sui mobili che lo circondano !
Rimbombano sino al nono piano.

Infatti quel giorno di speciale su alcuni quotidiani c’era proprio una notizia riguardante quell’integerrimo servitore della patria che risponde al nome del generale
ROBERTO SPECIALE

ex comandante generale della Guardia di Finanza .

Robetta di poco conto, si parla di un aereo – un ATR 42 –


acquistato dallo Stato e dato in dotazione alla Guardia di Finanza per la perlustrazione delle nostre coste che, però, in una occasione venne nel 2005 impropriamente usato per fini
(AN non c’entra, anche se l’uomo parrebbe pendere a destra )
del tutto personali; propriamente per trasporto di un carico di pesce fresco, spigole per la precisione, da portare dall’aeroporto di Pratica di Marea a Passo Rolle per la cena del generale e dei suoi amici, mogli comprese, trasportati sin lassù da un elicottero militare AB 412, sempre della GdF.
La visita del generale era stata programmata in occasione delle gare invernali di sci del Corpo, ma si presentò in borghese suscitando stupore in chi doveva riceverlo in pompa magna.
Cosa volete che sia usare per agio personale simili aviomezzi, un piccolo peculato, reato sperduto nella selva dei vari articoli del nostro codice penale, quasi buttato lì sotto l’art. 314 dal vecchio guardasigilli Rocco, e buon per lui, lo Speciale, ove la sua condotta venisse riconosciuta come integrante di questo reato, se la caverebbe con una pena della reclusione andante da un minimo di mesi sei sino ad un massimo di tre anni, pena così ridotta dalla Legge 26 aprile 1990, n. 86 nel caso in cui il colpevole, dopo aver fatto uso momentaneo della cosa, la restituisce immediatamente.
La pena edittale negli altri casi va dal minimo di tre anni di reclusione ad un massimo di dieci.
Sciocchezze di fronte all’eternità.
Questo per la giustizia ordinaria ma anche quella militare ha aperto un fascicolo e qui non so come andrà a finire; la magistratura ed il codice penale militare hanno la mano più pesante e più si è alti in grado e più dura è la pena inflitta.
Una nota gustosa; pare che con l’uscita dal Corpo del generale Speciale si siano aperti alcuni archivi con documentazione che comproverebbe l’uso “allegro” delle risorse assegnate alla GdF che, a fine mese, erano ridotte a secco, come i serbatoi della auto di pattuglia e di servizi contro le frodi in commercio e le evasioni fiscali.
La CDL è muta, così come Di Pietro ed i suoi che votarono in Commissione una specie di “sfiducia” nei confronti del ministro per l’allontanamento di Speciale.
Ha avuto il profondo senso del dovere di chiedere per la sua estromissione un risarcimento di cinque milioni di euro; vedremo come finirà questa storia.
Una cosa è certa, che Padoa Schioppa, che ingenuo certo non è, per dire quello che ha detto di lui in Parlamento doveva avere in mano carte con prove inoppugnabili , mentre il nostro ex pare, invece, abbia ancora molto da nascondere.
E gli avevano offerto un posto alla Corte dei Conti; una carica che, in caso venisse riconosciuto responsabile di peculato per la gita a Passo Rolle a nostre spese, potrebbe vederlo solo col lanternino, come suol dirsi.
Peccato perché lui sa fare bene i conti, però solo i suoi.
Luky, in tutto questo tempo, ha continuato a menare la coda, segno che c’era dell’altro: è un cane dal fiuto formidabile anche per le notizie importanti.
Ho capito, continua il caso “Storace”, ma non è un caso perchè lui è fatto così: guai a chi mette il naso nei suoi affari ed in quello che dice perché, da buon fascista, si sente autorizzato a mettere il naso negli affari degli altri, specie in quelli della Mussolini.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per le frasi pronunciate nei confronti del Presidente della Repubblica ed ha chiesto, come per legge, l’autorizzazione a procedere al Ministro della Giustizia,
Dopo il tricolore, col quale il vecchio ex senatur ci si puliva il di dietro, ecco un passo avanti nell’irridere la più alta carica dello Stato.
C’è poi la prima pagina del Il Giornale dove si parla di truffa relativamente alle primarie del PD; il nuovo direttore inizia bene; a parte il termine improprio usato perché la truffa è un reato contro il patrimoni, ma diamo pure per buono questo termine e vediamo chi ha commesso la truffa:
“ABBIAMO FATTO VOTARE 5 VOLTE UN IMMIGRATO E 3 UNA MINORENNE”!!!!
Se truffa, come dicono loro, c’è stata chi l’ha ideata e portata a termine ?
In nome e per conto di chi ?
E chi ha portato a termine questa alzata di genio sopraffino l’ha fatto per amore di chi ?
Non ho ancora letto gli articoli all’interno perché prima mi voglio fare vaccinare; ci ritornerò sopra in questi giorni.
Non so se nel frattempo c’ è qualche occhio attento e dia il via a qualche iniziativa nei confronti di chi ha posto in essere questo spregevole giochetto, ammesso che non sia una delle tante fiction che ci ammanniscono le TV di famiglia.

lunedì, ottobre 15, 2007

Un,due, tre passooo

L’ENNESIMA MARCIA SU ROMA
della
DESTRA


la prima

l’ultima



ma gli slogan ed i simboli sono sempre gli stessi













saluti romani, canti nostalgici (Faccetta nera) ed il pupazzo rappresentante Prodi preso a bastonate.
Si dirà, ma non erano di AN né cittadini qualsiasi quelli che si sono comportati così però il corteo era di AN e di nessun altro partito del centrodestra, ed inoltre c’era anche la Mussolini: un nome, un marchio, una garanzia... di un tremendo passato.
Nonostante tutto, pur avendo cambiato simbolo e nome, scopiazzato quest’ultimo da quel movimento antifascista, sorto nel nefasto ventennio, che si chiamava appunto “Allenza Nazionale”, e molte buone intenzioni, non lo nego, AN non riuscirà mai a liberarvi del suo pesante passato perchè divenuto oggi più che mai presente.
Il nuovo rigurgito fascista, questa è emergenza democratica, al codazzo di Fini il quale sino ad ieri aveva votato a tutto spiano condoni fiscali, edilizi, tassato il rientro di capitali dall’estero con tassi inferiori a quelli applicati ai BOT, rifugio dei poveri cristi per salvaguardare i pochi risparmi dall’inflazione e dall’aumento iperbolico dei prezzi, non dovuto all’entrata in vigore dell’euro, ma dalla insaziabile avidità delle sanguisughe.
Si sono riempiti la bocca con cifre di milioni e milioni di euro per gli aiuti umanitari ma non hanno scucito nemmeno un centesimo e questi soldi se li è ritrovati a carico l’attuale governo.
Ogni famiglia deve pagare le tasse sulla base di quanto guadagna; che scoperta, lo dice la nostra Costituzione ma il fatto è che il suo premier per primo ha incitato all’evasione davanti alla Guardia di Finanza, si è tolto di dosso la futura noia di far pagare ai suoi eredi la tassa di successione, sulla quale il precedente governo di centrosinistra aveva disposto consistenti franchigie per ogni erede in modo che venissero di fatto esentate da questo balzello i piccoli e medi patrimoni ereditari.


Anche i leghisti hanno minacciato marce e fucili pronti con la mobilitazione di milioni e milioni di persone, 10milioni di padani e 10milioni di veneti; sarà un caso ma la somma è uguale ai 20milioni di baionette che desiderava Mussolini per poter andare in guerra assieme ai nazisti.
Né allora, nonostante gli incentivi per chi concepiva figli maschi, né tanto meno oggi sia perché l’incontinente- in quanto a numeri - eversore padano non sa addizionare gli effettivi residenti nel lombardo-veneto che per la circostanza che oggi avere e far crescere un figlio è un lusso che la maggior parte delle nuove famiglie non può permettersi anche per merito suo e del duo, a lui stesso amico e caro, Berlusconi e Tremonti.
Secondo gli ultimi dati ISTAT pubblicati nel 2006 al 31 12 2002 le due regioni citate da Bossi avevano, complessivamente, come residenti:
LOMBARDIA 9.108.645
VENETO 4.577.408;
ho scritto non a caso “complessivamente” perché questi dati comprendono bambini, donne, vecchi ed immigrati provenienti dal sud Italia, poco amati dai leghisti, che non credo vorrebbero imbracciare il fucile, anche per giuoco, per fare divertire e contenti lui ed il Berluska.
Berlusconi, intanto, se la ride beato, cambiando a suo piacimento delfini, scambiando lucciole per lanterne e, ad ogni smazzata, le carte in tavola.

Ma chi sta dietro a lui ? Quale ombra del passato lo solletica ?

PS: dimenticavo la marcia su Roma della corporazione dei tassisti con tanto di simbolo della X^ MAS sulle braccia.


domenica, ottobre 14, 2007

Le proposte di Beppe Grillo - 2


IL PROGRAMMA
di
BEPPE GRILLO - 2

LE SUE PROPOSTE

per

LA SANITA’

Le proposte per questo importante comparto vengono precedute da una premessa che rappresenta come il nostro sistema sanitario, già considerato per qualità come il secondo nel mondo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, stia progressivamente decadendo.
Beppe Grillo propone la sua “medicina” per evitare il tracollo.

L'Italia è uno dei pochi paesi al mondo che può vantare un sistema sanitario pubblico ad
accesso universale; secondo l’OMS il nostro sistema è il secondo al mondo in una scala di qualità.
Tuttavia, negli ultimi anni, due fatti stanno minando alle basi l'universalità e
l'omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento, e rischia così di accentuare le differenze territoriali e l'enfasi sulla sanità privata, che sottrae risorse e talenti al pubblico.
Da un decennio, inoltre, per usare in maniera più efficiente le risorse e per superare le clientele dei vecchi comitati di gestione delle USL, si è puntato ad organizzare la sanità come un’azienda.
Questa impostazione ha portato spesso a far prevalere gli obiettivi economici
rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi.

Ecco le proposte per migliorare il servizio sanitario emerse dalle primarie dei cittadini:
2.1 GRATUITA' DELLE CURE ED EQUITA' DI ACCESSO
- Garantire che l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale continui a essere universale e gratuito, cioè finanziato con le imposte regionali.
Il criterio principale per decidere quali cure e farmaci debbano restare gratuiti per tutti è la prova della loro reale efficacia terapeutica, stabilita attraverso rigorosi metodi scientifici, e per qualsivoglia tipo di medicina.
I ticket (compartecipazione alla spesa) proporzionali al
reddito per le prestazioni non essenziali possono essere uno strumento utile per integrare il finanziamento pubblico, e per continuare a garantire la completa gratuità alle fasce di reddito medio-basse.
- Monitorare gli effetti della devolution sull’equità d’accesso regionale alle prestazioni e ai servizi e adattare gli investimenti per strutture, tecnologie e ricerca alle disparità regionali per garantire sempre un livello adeguato di assistenza.
2.2 FARMACI
- Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci “di marca” (che peraltro in Italia costano spesso di più che in molti altri paesi) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione. I medici dovrebbero prescrivere i principi attivi invece che le marche delle singole specialità, come avviene in Gran
Bretagna, e il farmacista dovrebbe consegnare il farmaco meno caro, a meno che il paziente non ne richieda espressamente un altro.
- Avviare un programma di educazione sanitaria indipendente rivolta alla popolazione sul corretto uso dei farmaci, sui loro rischi e benefici.
2.3 SALUTE COME INFORMAZIONE
- Attuare una politica sanitaria nazionale di tipo culturale, fondata sull’informazione e la comunicazione sociale, che miri a promuovere stili di vita salutari, scelte di consumo il più possibile consapevoli ed adeguate e a sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione delle malattie) e l’automedicazione semplice.
Informare adeguatamente sui pregi della prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva), ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a
logiche commerciali e di medicalizzazione più che a genuini obiettivi di salute pubblica.
- Allestire un sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità, volume dei casi trattati ecc.) rendendoli anche di pubblico dominio, in modo da dare una reale possibilità di scelta informata ai cittadini e innescando contemporaneamente dei processi correttivi nei centri con i risultati peggiori.
2.4 SALUTE DELLA DONNA
- Registrare in Italia la RU-486 (pillola abortiva), senza nascondersi dietro il paravento di una sperimentazione che non ha senso, visto che la sostanza viene già utilizzata in tutta sicurezza da milioni di donne in quasi tutti i paesi europei.
- Considerata l'offensiva contro i consultori familiari, è opportuno invece investire su di essi, favorendone una gestione laica, rispettosa della volontà della donna su un tema tanto doloroso e delicato quale è l'interruzione della gravidanza.
2.5 MEDICI
- Proibire gli incentivi economici agli informatori “scientifici” sulle vendite dei farmaci e perseguire, anche con nuove leggi, gli episodi di corruzione dei medici.
- Separare le carriere dei medici pubblici e privati, cioè non consentire a un medico che lavora in strutture pubbliche di operare anche nel privato, facendo concorrenza al sistema pubblico.
Ma perché questa “separazione delle carriere” non si traduca in una fuga dei
medici dal pubblico verso il più lucroso privato, occorre incentivare adeguatamente la permanenza nel pubblico, legandola al merito, e porre tetti massimi alle tariffe richieste in sede privata.
- Introdurre criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari, in modo che le carriere non siano influenzate da parentele e appartenenza politica.
- Svincolare la formazione professionale dei medici dalle influenze degli sponsor
industriali, e lavorare anche sullo sviluppo di competenze comunicative, relazionali ed empatiche.
2.6 ORGANIZZAZIONE
- Valutare sistematicamente le liste di attesa e rendere pubblici online i risultati ai cittadini, per un orientamento più informato.
- Istituire in tutte le regioni centri unici di prenotazione, con possibilità di prenotare anche via web.
- Sottoporre le convenzioni con le strutture private a stringente verifica prima di ogni rinnovo.
- Limitare lo strapotere dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali, reintroducendo i Consigli di amministrazione, evitando però di tornare alle quote partitiche.
2.7 ERRORI MEDICI
Consentire una maggiore trasparenza nella comunicazione e nell'accertamento degli errori in sanità, facendo in modo che vi siano giusti risarcimenti.
Messa in atto di programmi all'interno degli ospedali di rilevazione "anonima" degli errori (in modo tale da evitare la loro ripetizione).
2.8 LOTTA AL DOLORE
Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore.
In particolare eliminare gli ostacoli culturali e burocratici
all’uso degli oppiacei (morfina e simili).
Un caso esemplare del sottotrattamento del dolore è quello dei tumori. Nonostante siano pubblicate e note linee guida per la gestione del
dolore oncologico (tra cui quelle dell’OMS), e siano disponibili trattamenti efficaci nel 70- 90% dei casi, un gran numero di pazienti malati di cancro (in alcuni casi fino al 40%) sono “sotto curati”.
La causa più frequente è una scarsa conoscenza dei farmaci oppiacei, il cui
consumo in Italia è tuttora, nonostante alcuni piccoli miglioramenti, tra i più bassi d’Europa.
2.9 RICERCA
- Dare la possibilità di destinare l'8 per mille alla ricerca medico-scientifica.
- Finanziare la ricerca indipendente attingendo anche ai fondi ora destinati alla ricerca militare che è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni.
- Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti.
- Promuovere la ricerca sulle malattie rare, che per la mancanza di redditività non viene sovvenzionata dalle case farmaceutiche.
- Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare di quelle che concernono i settori dei trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione.

Non mi sembra che questa sia antipolitica, anzi appare chiaro che sono scelte politiche ben ponderate.
Prova ne sia che alcune di queste proposte sono state già attuate dall’attuale governo, scontrandosi con le varie lobby che da tempo immemorabile agivano in pieno regime monopolistico.
Una per tutte la lobby delle imprese farmaceutiche, oramai quasi tutte straniere, che in Italia applicavano prezzi addirittura raddoppiati rispetto a quelli praticati per gli stessi prodotti in tutti gli altri paesi europei.
Si è anche cominciato da parte dei medici di base, il mio per esempio lo fa già da tempo, di prescrivere medicinali equivalenti che rispetto agli altri costano al SSN meno della metà degli altri per i quali, almeno in Lombardia, si paga anche un ticket ridotto per ogni ricetta
La Guardia di Finanza controlla, tra le molte altre attività che in passato hanno consentito la consumazione di enormi truffe- visite ed accertamenti diagnostici fantasma- , anche l’effettiva applicazione di questa disposizione.
La medicina preventiva in Italia è stata sempre dimenticata, volutamente; gli nnici screening effettuati a tappeto erano e sono quelli effettuati sulle donne, a partire da una certa età: le mammografie ed i pap-test.
Ho avuto l’esperienza personale di subire un intervento chirurgico a seguito dell’occlusione di una delle arterie carotidee di sinistra, quella attraverso la quale il sangue arriva ad irrorare il cervello, perché trovata occlusa al 90% ; stavo bene, non accusavo alcunché di anomalo ma durante il pranzo ho avuto un brevissimo e lieve mancamento che, a prima diagnosi, venne attribuito all’ingestione di un bicchiere d’acqua fredda. Ma un mio compagno di liceo, medico, obbligò i sanitari del nosocomio a sottopormi ad un dopler alla carotide dal quale risultò la rilevante occlusione della stessa.
Parlando con il chirurgo del Centro Malan di San Donato Milanese, specializzato in questo tipo di interventi di chirurgia vascolare, trassi la convinzione che dopo i 60 anni,o quanto meno dai 65 anni in su, andava fatto obbligatoriamente a scopo precauzionale questo accertamento alle carotidi.
Solo in tal modo possono prevenirsi gravi conseguenze come un improvviso colpo apoplettico, una paresi agli arti ed altri guai alcuni dei quali con esiti irreversibili ed altri emendabili parzialmente attraverso lunghe cure riabilitative dolorose e costose.
Quattro giorni di degenza e poi a casa vispo come prima, con l’obbligo di assunzione di pillole anticoagulanti, poco costose ed a carico del SSN, ed un dopler ogni sei mesi per precauzione.
Si sono mossi, mi sono mosso perché ciò potesse avvenire ma nulla, purtroppo, ad oggi è cambiato.
Un giorno ho sentito sul metrò un tizio che comunicava al suo amico seduto accanto la morte improvvisa del suo vicino di casa; stava così bene, diceva, un colpo apoplettico lo ha stroncato e dire che in vita sua, a parte qualche influenza, non aveva mai avuto altre malattie.
Mi sono venute in mente le parole di commiato del mio chirurgo: lei è un miracolato, poteva andarsene da un momento all’altro senza alcun preavviso.
Un amico fraterno, medico, mi ha salvato la vita.
Ecco cosa vuol dire “medicina preventiva”; occorre insistere soprattutto anche sui medici che sono stati durante gli studi sempre tenuti lontano da questa prassi.

segue