lunedì, maggio 11, 2009

Andiamo controcorrente col rischio di affondare definitivamente

"Leggi razziali", Maroni querela Famiglia Cristiana. Veltroni: denunci anche me.

Si scriveva mesi addietro.

"L'Italia sta precipitando verso le leggi razziali.

Adesso il ministro Maroni denunci anche me".

Il segretario del Pd, Walter Veltroni, interviene cosi' sulla polemica tra il titolare del Viminale e Famiglia Cristiana che ha accusato il governo di fare leggi razziali per le misure contenute nel ddl sicurezza.

Accuse per le quali il ministro ha sporto querela.
"Sono profondamente indignato e offeso dalle deliranti dichiarazioni di Famiglia Cristiana", 
 dice Roberto Maroni.

Accuse "tanto più inaccettabili in quanto si fondano su presupposti palesemente falsi: le norme del pacchetto sicurezza all'esame del Parlamento Italiano sono già in vigore in molti Paesi europei, senza che i governi di questi stessi Paesi siano mai stati insultati con tanta  violenza come Famiglia Cristiana fa regolarmente con quello italiano".
Per questo, "per tutelare la mia onorabilità e quella della carica che ricopro ho deciso quindi di dare mandato ai miei legali di agire in ogni sede civile e penale per contrastare questa aggressione premeditata da parte di chi usa consapevolmente la violenza di affermazioni false per combattere chi ha opinioni diverse dalle proprie".
 
Famiglia Cristiana di questa settimana dedica il suo editoriale d'apertura agli ultimi provvedimenti del governo sulla sicurezza.

Scrive il settimanale:

"Il soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba, che spira nelle osterie padane, è stato sdoganato nell'aula del Senato della Repubblica.

E dire che Beppe Pisanu, ex ministro dell'Interno con la schiena dritta, aveva messo in guardia circa quella brama di menare le mani, già colpevole attorno ai tavoli del bar.

Nessuno ha colto il suo grido d'allarme e l'Italia precipita, unico Paese occidentale, verso il baratro di leggi razziali, con medici invitati a fare la spia e denunciare i clandestini (col rischio che qualcuno muoia per strada o diffonda epidemie), cittadini che si organizzano in associazioni paramilitari, al pari dei 'Bravi' di don Rodrigo, registri per i barboni, prigionieri virtuali solo perché poveri estremi, permesso di soggiorno a punti e costosissimo.

 La 'cattiveria', invocata dal ministro Maroni, è diventata politica di governo, trasformata in legge.
Così, questo Paese, già abbastanza 'cattivo' con i più deboli, lo diventerà ancora di più: si è varcato il limite che distingue il rigore della legge dall'accanimento
persecutorio".
"Il ricatto della Lega
- continua Famiglia Cristiana - di cui sono succubi maggioranza e presidente del Consiglio, mette a rischio lo Stato di diritto.

La fantasia del 'cattivismo' padano fa strame dei diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame, guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno (a margine: che credibilità ha il progetto di un'Italia federalista in mano alla Lega?). Eppure, nessuna indignazione da parte dei cattolici della maggioranza, nessun sussulto di dignita' in nome del Vangelo: peccano di omissione e continuano a ingoiare 'rospi' padani senza battere ciglio, ignari della  dottrina sociale della Chiesa".

E conclude:

"La Lega, invece, esulta.

 Finalmente, il 'bastone padano', evocato da Borghezio nel 1999, oggi è strumento d'ordine autorizzato dal Parlamento".

 Mancava solo un qualcosa perché si attuasse pienamente in Italia un vero e proprio regime.

Ma oggi ci siamo entrati in pieno.

Con sommo disonore ed in odio a quella nostra stessa nostra storia che permise al popolo italiano di riscattarsi agli occhi del mondo, dopo il nefasto periodo nazi-fascista.

Dopo il Maroni anche il beffeggiante premier pone la firma sotto una legge persecutoria nei confronti di altri esseri umani, suscitando, finalmente, anche le ire della CEI.

Cosa posso aggiungere a tanto sdegno.

Il pensiero di un mio grande maestro, non solo di diritto ma anche di vita,

Piero Calamandrei che in una sua epigrafe scritta nel 1953, ebbe a dire:

 Non rammaricatevi

dai vostri cimiteri di montagna

se giù al piano

nell'aula ove fu giurata la Costituzione

murata col vostro sangue

sono tornati

da remote caligini

i fantasmi della vergogna

troppo presto

li avevamo dimenticati
è bene che siano esposti

in vista su questo palco

perché tutto il popolo

riconosca i loro volti

e si ricordi

che tutto questo fu vero

chiederanno la parola

avremo tanto da imparare
manganelli pugnali patiboli

vent'anni di rapine

due anni di carneficine

i briganti sugli scanni

i giusti alla tortura

Trieste venduta al tedesco

l'Italia ridotta un rogo
questo si chiama governare

per far grande la patria
apprenderemo da fonte diretta

la storia vista dalla parte dei carnefici

parleranno i diplomatici dell'Asse

i fieri ministri di Salò

apriranno i loro archivi segreti

di ogni impiccato

sapremo la sepoltura

di ogni incendio

si ritroverà il protocollo
Civitella Sant'Anna Boves Marzabotto

tutte in regola

Sapremo finalmente

quanto costò l'assassinio

di Carlo e Nello Rosselli

ma forse a questo punto

preferiranno rinunciare

alla parola peccato

questi grandi uomini di stato

avrebbero tanto da raccontare.

Tutto dimenticato, caro ed esimio maestro !

Nazioni si aprono al nuovo mondo multirazziale

Ma noi ci chiudiamo a riccio non sapendo più

I significati di alcune parole che in altri Paesi sono le basi della loro civiltà e del loro diritto.

La Francia incominciò ad applicarle nel 1789

LIBERTE’ FRATERNITE’ EGALITE’

Da noi sono state subito cancellate da quello stesso Parlamento che dovrebbe oggi rappresentare il volere di noi tutti aldilà di ogni appartenenza politica.

Parole garantite da fior di documenti, firmati e controfirmati anche da noi, dove si parla di diritti dell’uomo.

Qui  da noi vengono applicati solamente i soprusi di una maggioranza gretta e senza valori se non solo quelli di chi ci comanda.

Andiamo indietro su tutti i fronti perché con le barzellette, le battute cretine, le promesse rimaste promesse, le cose dette e smentite il giorno dopo, non si va certo avanti ma indietro.

 

 

 

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