giovedì, gennaio 21, 2010

Una interessante intervista

«La caccia al nero serve alla ’ndrangheta che fa politica» -
Intervista
a
Enzo Letizia
Segretario
della
ASSOCIAZIONE NAZIONALE FUNZIONARI
di
POLIZIA

di

Claudia Fusani

E se l’emergenza Rosarno fosse creata ad arte per distogliere l’attenzione da altro?
E se ci fosse una regia dietro tutto questo?».
Enzo Letizia è il responsabile dell’Associazione nazionale dei funzionari di polizia, quella polizia che in questi giorni sta dando prova
«di sangue freddo e democrazia, facendo letteralmente da cuscinetto tra la rivolta della popolazione locale e la disperazione dei clandestini sfruttati dalle cosche».
Cosa intende per “regia”?
«Il mio è un sospetto, una pulce nell’orecchio.
Certo è che questa caccia al nero nelle campagne calabresi con gente in motorino
che gira con spranghe e spara con fucili ad aria compressa contro il nero
che lavora nei campi
non mi torna per nulla.
Come la voce messa in giro ad arte sui quattro stranieri uccisi.
C’è qualcuno che fomenta la rivolta».
Una regia con quale obiettivo?
«Dimostrare che lo Stato a Rosarno non c’è.
 E che adesso, dopo la rivolta, la gente ottiene quello che vuole.
Sono messaggi politici, anche per distrarre l’attenzione dalla bomba di Reggio Calabria
contro la sede della procura generale.
 Insomma, tutto questo non si crea adesso lì per caso».
 Anche il prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta dice che
«la rivolta non è del tutto spontanea».
 «Rosarno è un comune commissariato per infiltrazioni del crimine organizzato,
dove il controllo del territorio e della sua economia da parte delle cosche
è quasi totale
e dove si è sviluppata un’economia malsana basata sull’illegalità
e sullo sfruttamento del lavoro e dei clandestini.
Questo produce sacche di emarginazione, indigenza e degrado per cui
è difficile trovare una soluzione».
Il governo sta trasferendo gli immigrati, non tutti clandestini,
nei vari Centri tra la Calabria e la Puglia…
«L’unica cosa da fare sul momento per far calare la tensione». ,,
Il patto è che nessuno clandestino sarà espulso.
«Non so se sarà tecnicamente possibile.
 Ma se c’è la volontà politica la rivolta di Rosarno può diventare il primo punto
di una svolta nelle politiche dell’immigrazione che non possono essere
solo esclusive ma devono essere anche inclusive».
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha detto che Rosarno è
“il risultato di un eccesso di tolleranza verso l’immigrazione responsabile di criminalità e degrado”. «Affermazione che definirei parziale per non dire sbagliata
 visto che la norma vigente è la Bossi-Fini.
Il principale alleato dell’immigrazione clandestina è la carenza di controlli sui luoghi di lavoro. Cominciamo da qui: lo Stato punisca chi sfrutta i disperati .
Adeguiamoci all’Europa.
 In Olanda e Belgio un datore di lavoro che utilizza a nero extracomunitari è obbligato
a restituire allo Stato i soldi spesi per il periodo di permanenza del clandestino
presso il Cie e per il rimpatrio.
In Austria, Francia, Germania, in Spagna l’imprenditore è responsabile
anche dei clandestini utilizzati dalle ditte subappaltatrici.
 In alcuni paesi europei viene escluso da appalti pubblici chi ha sfruttato i clandestini».
 Individuare gli xenofobi, bonificare l’area dai clandestini, punire chi sfrutta il lavoro nero.
 Poi?
 «Il governo ha un’occasione rara per disarticolare le organizzazioni criminali
che sfruttano il lavoro nero:
promuovere il permesso di soggiorno per protezione sociale - art. 18 della Turco-Napolitano
recepito dalla Bossi-Fini - agli immigrati che collaborano alle indagini».
Intanto i ministri Maroni e Alfano hanno inviato sei magistrati e 120 agenti in più
 a Reggio Calabria dopo la bomba.
Risposta adeguata?
 «L’ennesima passerella. Con il 20% dei tagli, la coperta sicurezza è insufficiente,
 copri una parte e scopri l’altra.
Mandare uomini a Reggio significa andare in sofferenza da altre parti.
E poi vorrei ricordare che per il 2010 la Finanziaria ha stanziato 180 milioni per le intercettazioni quando finora, negli anni passati, ne sono serviti circa 250 ogni anno.
 La criminalità sa leggere tra i bilanci e brinda».



 Più chiaro di così !
Solo chi non vuole intendere per propri interessi personali non comprende;
anzi, ancor peggio, fa finta di non capire.
Ma se un capo di qualsiasi specie non arriva a tanto vuol dire che in realtà le cose,
così come vanno in certe zone dell’Italia, gli stanno bene, a pennello !
Lui va avanti per la sua strada, spianandola da ogni ostacolo, con leggi a  proprio uso e consumo, leggi come se fossero scritte su una ipotetica sua personale carta igienica.
Dal nord al sud, isole comprese, siamo in mano alla malavita organizzata e lui che fa ?
Così come denunciato nell’articolo di cui sopra della Fusani dal segretario Letizia,  anno dopo anno, da molto tempo a questa parte, toglie senza batter ciglio, certo lo fa Tremonti ma lui acconsente, consistenti fondi a tutte le Forze dell’Ordine,
forze della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.
La storia della coperta corta è in atto proprio nei momenti in cui governa la destra; provate a rinfrescarvi la memoria, rileggendo vecchi articoli di fuoco su questo trend negativo.
C’è da rimanere tra lo stupito e l’incazzato !
Ed in prima edizione il partito dell’attuale premier era stato denominato
FORZA ITALIA
- discendente diretto della P2 -
 e l’Italia non se ne è accorta che a quel comando retrocedeva in tutte le classifiche stilate a livello mondiale.
Oggi, pur col nome cambiato, la musica non è cambiata perché lo spartito è sempre lo stesso !
Non è cambiata una sola nota !
A forza di usarlo l’indistruttibile spartito  si è un po’ ingiallito come accade in tutte le cose appartenenti a questo mondo; qualcuno prende una nota per un'altra e la musica che ne esce fuori diventa sempre più stonata, andando via via sempre più allontanandosi dalle necessità reali della popolazione, in particolare della povera gente e di chi ha perso o sta perdendo il posto di lavoro, dei precari, dei nostri giovani.
Per quest’ultimi è pronto il piatto del lavoro a 15 anni !
Non solo ad uno ma a moltissimi politici destrorsi è sparito il cervello.
Ma c’è ancora molta gente che continua ad “amarlo” e stravede per lui ci dicono.
A cominciare dalla pletora di evasori fiscali, sfruttatori, imprenditori da strapazzo e non,
nonché i conniventi.
Ma la perdita del lume dell’intelletto è oramai divenuta una
“malattia sociale”.
E sino ad oggi manca un vaccino che possa contrastarla.
Ma non si sa mai che qualcuno riesca a scoprirlo a stretto giro di tempo.
Prima che gli eventi siano non più emendabili.

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