CHE SI SPERA SIA MIGLIORE
declamava Gabriele D’Annunzio ai suoi pastori abruzzesi.
E noi oggi trattati invece come pecore dove andiamo ?
Ci nascondiamo per non constatare ciò che ci circonda, si fa finta di niente pur sapendo che qui da noi c’è gente che perde il lavoro con tante famiglie indebitate sino al collo anche per i suggerimenti del nostro attuale pastore unico.
Tutto ha una scadenza, soprattutto i debiti non solo quelli contratti con strozzini ma anche con le banche.
Molti finiti sul lastrico e tirano la cinghia sino a quando non è più necessario stringerla per adeguarla alla circonferenza della nostra pancia.
L’anima a forza di comprimerla, è volata via; nell’aldilà.
Primo ministro e ministri, il re ed i suoi fidi servitori che potrebbero essere anche diversamente definiti se non fosse che ……ci siamo capiti; questi ultimi non possono fare altro che abbassare la testa anche se la pensano diversamente dal re; per una sorta di orgoglio personale, io sono il signor ministro, accettano questo stato di cose e stanno zitti, assecondando i voleri del capo.
Non è un “pregio” di oggi perché affonda questo andazzo sino ad arrivare nella notte dei tempi.
Il grande Trilussa mi dà, con un suo sonetto, una mano per spiegarvelo
IN PRETURA
- Alzatevi accusata: vi chiamate ?
- Pia Tonzi.
- Maritata ?
- -Sissignora
- Con prole ?
- No …cor uno che lavora….
- D’anni ?
- Ventotto.
- Che mestiere fate?
- Esco la sera verso una cert’ora…
- Già, comprendo benissimo, abbordate….
- Oh, dico, sor pretore, rispettate l’onorabbilità d’una signora !
- Ma le guardie vi presero al momento
che facevate i segni ad un signore, scandalizzando tutto il casamento…
- Loro potranno divve quer che vonno;
ma io , su le questioni de l’onore,
fo come li Ministri: nun risponno !
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Beh, adesso si capisce il perché un certo signore non vuole rispondere a due elenchi di dieci domande dieci rivolte quotidianamente da un noto quotidiano ad un capo dei ministri.
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