domenica, novembre 11, 2007

Il camerata Silvio

IL CAMERATA SILVIO

Non è che non avessimo capito dove sarebbe andato a parare il puzzle brianzolo; solamente coloro i quali si sono fatti rubare il cervello erano inconsapevoli di quanto prima o poi sarebbe accaduto.

E dire che, addizionando una serie di fatti e di mezze parole buttate qua e là per seminare paura, non era proprio difficile arrivare al risultato che ieri è apparso alla luce del sole, sebbene il tutto si svolgesse in una sala rigorosamente riservata ai nostalgici di un regime che distrusse l'Italia.
Che un vento di destra, estrema e non, soffiasse impetuoso era nelle cose, episodi simili al nefasto ventennio fascista attuati oggi, non potevano non richiamare l'attenzione di tutti.
Le ronde, le punizioni a bastonate - Giacomo Matteotti venne massacrato da un "plotone di camicie nere" su ordine superiore, la xenofobia, la razza.
Un forte segnale di diverso tipo l’avevamo avuto quest’anno, nello scorso mese di gennaio, a Roma, allorché il gruppo parlamentare europeo ITS – acronimo di Identità, Tradizione, Sovranità – formato da Azione Sociale della Mussolini, Forza Nuova di Roberto Fiore, cui si aggiunse immediatamente Il Movimento Idea Sociale di Pino Rauti, decise di unificarsi in un unico gruppo anche in Italia così formando, in questa nuova unità, un’area “socialpopolare” di una certa consistenza.
Il padrino che aveva battezzato prima AN, così fornendole una piena legittimazione politica prima giustamente negatole dai partiti del c.d. “arco costituzionale” e dalla stragrande maggioranza degli italiani, poi altri schieramenti della destra estremista
come quello della Mussolini.
Era ovvio che, tolto il tappo, venisse fuori anche il resto.
Per adesso vi riporto integralmente la nota ANSA di ieri sulla partecipazione di Berlusconi all’Assemblea Costituente de “LA DESTRA” e poi ne riparleremo anche per valutare se il suo gesto sia stato o meno un suicidio politico.
Anche se mi aspetto che la sua tromba stonata di nome Bonaiuti ci dica per l’ennesima volta che è tutta una montatura, che abbiamo capito male, che Berlusconi oggi è l’unico vero garante della democrazia in Italia!

Berlusconi legittima 'La Destra', Storace conquista Santanche'
ROMA - Con buona pace di Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi non avrebbe potuto legittimare con più solennità la nascita de 'La Destra' di Francesco Storace. All'assemblea costituente del nuovo partito, il Cavaliere, - travolto da un tripudio d'abbracci e saluti (molti quelli romani) - si schiera senza timidezze.
"Sarò felice quando sarete a pieno titolo nella coalizione di centrodestra - si espone - che non ho mai temuto, neppure per un attimo che il ritorno della destra a destra, potesse minare la compattezza della Cdl. Solo uniti si vince e sono qui anche per ricordarlo".
"Noi non ti tradiremo mai, non proveremo mai a scavalcarti. La Destra per te c'é e ci sarà sempre"
ricambia grato Francesco Storace che oggi incassa un altro prestigioso credit con l'addio di Daniela Santanché ad An e il suo ingresso nella 'Destra' con il ruolo di portavoce.
Gianfranco Fini non viene mai esplicitamente nominato da nessuno ma qui è il convitato di pietra.
Gli spazi enormi del palazzo dei Congressi dell'Eur traboccano di militanti. Assunta Almirante benedice dalla platea.
La fiaccola arde di nuovo nel simbolo e la platea canta:
"Le nostre radici sono il nostro orgoglio".

Storace è raggiante, Berlusconi si commuove:
"Mi avete fatto venire caldo al cuore, il mio batte all'unisono con il vostro e sono orgoglioso di dirvelo".
"Ti vogliamo un mondo di bene"
prosegue Storace nello scambio di amorosi sensi.
Ci sarà tempo per capire come le fedelissime della Santanché che cantano l'inno della Destra ballando su tacchi vertiginosi, possano coabitare con i molti giovani militanti ancora attaccati ai riferimenti D'Antan: saluti romani, richiami al futurismo, citazioni di Evola, Ezra Pound, D'Annunzio.
"Noi siamo nati per sostituire Alleanza nazionale che si vergogna di stare a destra, non per essere un partito alla destra di An"
si infiamma il presidente Teodoro Buontempo.
Partono i fischi rivolti a via della Scrofa, si levano i saluti romani anche se poco dopo Storace correggerà:
"Non siamo nati per andare contro la casa da cui veniamo, ma contro Romano Prodi, che stando a ciò che Berlusconi promette, molto presto cadrà".
L'assemblea va avanti, domani si approveranno programma e statuto, parleranno dal palco Santanché e Storace, che a Berlusconi dice:
"Sei una persona vera, non finta, non costruita".
"Io per te provo stima ed amicizia - risponde il Cavaliere - se abbiamo avuto problemi li abbiamo sempre risolti guardandoci negli occhi con una grandissima lealtà".
Italo Bocchino per Alleanza nazionale invano osserva che "Pinuccio Tatarella di cui oggi Berlusconi tradisce la memoria, se fosse stato in vita gli avrebbe caldamente sconsigliato il grave errore di andare da Storace". Invece il Cavaliere tiene a battesimo la Destra e non dissimula di esserne fiero. Diverse fonti riferiscono che Berlusconi non avrebbe scoraggiato Daniela Santanché dal compiere il passo che oggi fa dire ad Ignazio La Russa: "Il suo addio, per noi è un bene. Ci danneggiava". "Si devono dare una calmata - sibila Storace in risposta - perché senza i voti della Santanché quelli di An i ministri non li fanno piu". Poi, alla Santanché Storace riserva un eccentrico complimento che fa scattare la standing ovation in platea:
"Che grande uomo sei, che uomo di valore, uno che le palle ce le ha e non di velluto. Se hai avuto coraggio? No, il coraggio ci vuole a restare in An...".

A questo punto viene spontaneo pensare come
il prossimo passo - dell'oca - sia per il camerata Berlusconi molto breve : da palazzo Grazioli a Palazzo Venezia.

Oggi un'altra pagliacciata contro i giudici in onore del pregiudicato Dell'Utri fondatore dei Circoli del "buon governo" e beatificazione di quel galantuomo pluripregiudicato di Mangano.

Peccato che si sia dimenticato di innalzare agli altari il famoso cavallo.

segue

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