domenica, luglio 26, 2009

Chi può entrare nella nostra mente ?

I PIRATI DELLA MENTE

Tematica questa importante ed al tempo stesso avvincente che tanto ebbe ad interessarmi nel corso di Medicina Legale presso la Statale di Milano, specialmente dopo aver visitato assieme ad alcuni nostri docenti un Istituto ed un Manicomio criminale, in quel di Reggio Emilia.

Ho poi sempre proseguito su questo sentiero, più dal lato giuridico che medico, anche se entrambe le facciate di questo problematica, alla fine di ogni singolo percorso in sede penale, si ricollegavano entrambe per rappresentare ogni sfaccettatura del problema da risolvere.

Si imparano molte cose ma, in particolare, la capacità di avere subito chiara la personalità del malfattore, che poi è la cosa più importante tra tutte, ed il suo modus operandi nel mettere in atto i suoi comportamenti criminosi.

Ognuno di loro ha il suo modo d’agire, di natura spesso ripetitiva, che a lungo andare va a simboleggiare il proprio biglietto da visita con tanto di firma.

Fatta questa premessa, vengo al motivo che ha avuto il merito di “rianimare” vecchi ricordi.

Enrico Assante,

uno dei più grandi giornalisti in materia musicale,

in data 14 luglio u.s. ha scritto su la Repubblica il seguente pezzo dal titolo che ho riportato e fatto mio all’inizio di questa mia dissertazione:

“Moltissimi film del passato ci avevano insegnato a temere gli ipnotizzatori, quelli che con la forza di uno sguardo e qualche pendolino riuscivano ad impossessarsi della nostra mente e metterci alla loro mercè.

Oggi gli ipnotizzatori non vanno più di moda e se proprio dobbiamo temere che qualcuno prenda possesso della nostra mente dobbiamo aver paura degli hackers.

Si, quelli che entrano nei nostri computer potrebbero, tra qualche tempo, infiltrarsi nel nostro cervello.

Non è impossibile.

Gli scienziati hanno inventato da tempo strumenti che consentono ai segnali trasmessi dal cervello di controllare i computer, senza l’uso delle mani, così come quello di manovrare una sedia a rotelle od una protesi.

E con il proliferare delle tecnologie senza fili, secondo alcuni scienziati, il pericolo del “brain hacking”( penetrazione nel cervello da parte di terzi) si fa più serio.

L’allarme lo hanno lanciato il 01 luglio u.s. gli scienziati del Neurosugical Focus, e

Wired ha prontamente lanciato la notizia.

La parola d’ordine è

NEUROSECURITY

costruire la sicurezza per il nostro cervello del futuro.

E arriveremo magari ad istituire la polizia del cervello, la

“BRAIN POLICE”

(polizia del cervello)

ipotizzata da Frank Zappa in una sua canzone giusto 40 anni fa”.

Non vorrei essere nei panni del ministro Maroni !

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