venerdì, luglio 14, 2006

W il TRICOLORE


BOSSI ed il tricolore, la nostra bandiera nazionale.

Avanti la Corte d’Appello di Milano si celebrerà il processo nei confronti di Umberto Bossi, già condannato in primo grado dal Tribunale di Como – sezione distaccata di Cantù – chiamato a rispondere del reato previsto e punito dall’art. 292 C.P. (Vilipendio alla bandiera od altro emblema dello Stato); l’ora non più “ senatur” per eccellenza, già ministro della Repubblica per volere del suo amico co-padano sig. Berlusconi, ebbe a pronunciare il 25 luglio 1997, nel corso di una manifestazione leghista in quel di Cabiate la seguente frase: “ Quando io vedo il tricolore mi incazzo; il tricolore lo uso soltanto per pulirmi il culo”, frase questa, sia pure con qualche variazione sul tema – “con il tricolore ci si possono pulire il culo” - reiterata in Venezia perché una signora si era permessa di esporre sul proprio balcone, che si trovava proprio davanti al luogo dove si svolgeva un comizio leghista, Liga Veneta e Lega Nord, la nostra bandiera.
Anche se per questo reato, così come per tutti gli altri di vilipendio, una recente legge ha “declassato” le pene, cancellando quella della reclusione ed introducendo quella pecuniaria della contravvenzione, ritenendo il legislatore di allora come questa tipologia di reati rientrassero nella sfera dei “reati di opinione”, si procederà nei confronti del Bossi dopo che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 249/2006 resa il 21 giugno u.s. ma depositata in Cancelleria il successivo 28 giugno u.s., dopo l’effettuazione del referendum, ha ritenuto di risolvere il “conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato”, per la precisione tra la Camera dei deputati - la cui Commissione aveva stabilito che il parlamentare non fosse punibile perché opinione espressa nell’esercizio della sua funzione parlamentare ai sensi dell’art.68 comma 1 della Costituzione - e la magistratura ordinaria, di parere opposto, a favore di quest’ultima.
Ma l’esito del secondo grado di questo procedimento è stato già preceduto dalla sentenza di condanna emessa dai tifosi della nostra nazionale di calcio.

Nessun commento: