martedì, settembre 25, 2007

I nostri padri ci insegnano

I VERI MAESTRI di VITA
La lapide parlante di TRILUSSA
I nostri padri ci insegnano
che, pur col passar dei secoli, i così detti “potenti”, o meglio coloro che credono di esserlo, non cambiano mai.
Circondati da ogni sorta di immunità, in virtù di un mandato non più loro affidato dagli elettori bensì dagli stessi partiti di appartenenza, costoro possono affibbiarci e dire contro di noi di tutto – dai “coglioni” ai “fuori di testa” -mentre noi, poveri mortali, qualora avessimo l’opportunità di dare a loro, ad alta voce, del “buffone fatti processare”, ci vedremmo costretti a subire un’inchiesta giudiziaria e attendere ben tre gradi di giudizio – quante spese a carico dello Stato, cioè nostro - , per avere, dopo una prima condanna, l’assoluzione completa.

Anche per merito di un giovane legale, figlio di un mio indimenticabile collega sin dai tempi universitari, l’avv. Giorgio Ambrosoli, trucidato a Milano, sotto casa sua, da mano omicida prezzolata dalla mafia per non aver ceduto a pressioni provenienti anche da alcuni politici .
Il destinatario dell’invito si costituì parte civile e pretese che ciò avvenisse anche da parte dell’Avvocatura dello Stato in quanto, il desso, riteneva che fosse stata ingiuriata oltre alla sua persona fisica anche la carica governativa che lui ricopriva.
Tesi questa rigettata dal Tribunale di Milano che condannò l’Avvocatura, cioè sempre noi poveri “coglioni” fessacchiotti ma anche coloro che l’avevano votato, a pagare le spese processuali.
Beppe Grillo l’ha definito “psiconano” ma non ha reagito se non per penna di alcuni suoi giornalisti o per bocca dei suoi onorevoli servitori.
Di ritorno in città dalla campagna ho ripreso le vecchie abitudini ma almeno lì mi sono sfogato, essendo riuscito ad affibbiare del cornuto al bue e della vacca alla mucca che, pascolando nottetempo molto lontano, scampanellavano con rumore, disturbando il mio oramai breve sonno .
Ma loro non mi hanno compreso perché non mi hanno nemmeno sentito !


Chissà cosa avrebbe oggi da scrivere Trilussa nei confronti della casta !

venerdì, settembre 21, 2007

Giovani d'oggi

FUORI di TESTA

Ho ricevuto da un amico la foto che, sia pure ridimensionata in quanto ridotta all’essenziale, ho ritenuto di dovervi proporre affinché possiate avere la percezione come l’alcool e le droghe definite “leggere” possano sconvolgere la mente di molti giovani.

Ogni epoca è caratterizzata da fenomeni che influenzano in maniera negativa la gioventù.
Un tempo erano le bande di quartiere sempre in lotta tra di loro per conquistare la supremazia su un determinato territorio, i gruppi di motociclisti che imperversavano con motoveicoli di grossa cilindrata sulle strade per terrorizzare pedoni e quant’altro si movesse sulle pubbliche vie, ecc….
Mode senza dubbio criminose aventi lo scopo di dimostrare al prossimo la superiorità del gruppo, con manifestazioni di forza.
Da qualche tempo gran parte della nostra gioventù, non solo quella italiana ma di quasi tutto il mondo, è cambiata in quanto cerca in sè stessa il bersaglio da colpire ed annientare; è in atto un’altra moda più allarmante delle altre , quella di autodistruggersi.
Le origini stanno nel desiderio sia di trasgredire per principio alcune leggi rivolte, senza tema di smentite, per la tutela della loro stessa vita che dal voler trovare un mezzo per poter evadere, quanto meno per un breve periodo di tempo, dal mondo in cui vivono.
Se noi adulti guardassimo con occhi imparziali quello che vediamo quotidianamente forse capiremmo che la società di oggi, così com’è strutturata, non è che piaccia molto ai nostri ragazzi i quali, probabilmente hanno avuto troppo rispetto a quello che abbiamo avuto noi alla loro stessa età ovvero non hanno avuto nulla e vivono alla giornata senza sapere cosa altro fare.
Oggi i problemi in cui ci dibattiamo sono molti ma credo che abbia una priorità assoluta quello relativo ai giovani relativamente agli studi, al lavoro oramai divenuto sempre più un precariato a vita, al loro tempo libero.
Va bene, in flagranza di reato, punire ma credo che la prevenzione sia sempre la medicina più adatta; convegni su convegni ne sono stati fatti molti ma quasi sempre con i giovani fuori dalla porta.
Le varie TV nazionali e locali sfornano quotidianamente spettacoli ineducativi; per esempio il premiare con un centomila euro chi risponde a domande insulse o a chi indovina il mestiere di vari tizi è un insulto per chi tira la cinghia, per chi non trova lavoro, mentre contemporaneamente si sente che alcuni pseudo capitani d’industria, faccendieri senza arte né parte, intrallazzasti di ogni razza, si arricchiscono a più non posso fregando il prossimo.
Non tutte le colpe sono da addossare ai giovani.
Tutti passano dalla scuola dell’obbligo ed è da qui e non dopo che deve partire un particolare lavoro educativo svolto da specialisti all’interno della stessa istituzione scolastica che dovrebbe essere esteso anche ai genitori dei ragazzi.
Essere dei bravi genitori, credetemi, specie ai giorni d’oggi non è facile; ogni figlio deve essere trattato e seguito secondo la sua particolare indole, eventuali carenze individuali vanno scoperte subito, sin da loro nascere, perché il passar invano del tempo potrebbe aggravarle.
Se per necessità lavorano entrambi i genitori, chi potrà svolgere lungo la giornata queste particolari attenzioni ?
Ogni giovane che si perde per strada è un danno per tutta la collettività.


Chissà quale fosse il tasso alcolico al momento in cui l’anonimo autore ha ritenuto di scrivere su un muro la frase sopra riportata; chi di dovere dovrebbe non perdersi più in ciance ma agire, incominciando a stanare molte associazioni che, quale contropartita ai fondi che ricevono a livello statale, regionale, provinciale e, alle volte, anche comunale dovrebbero dare un sostegno alle famiglie ed ai loro ragazzi !

PS.Domani si ritorna al Nord, a casa, anche se in Sicilia, a Noto, è ancora estate. Starò zitto per alcuni giorni in quanto avrò altro da fare, in principal modo conoscere Andrea, il mio sesto nipotino nato stamattina alle 02,00 a Milano.

giovedì, settembre 20, 2007

Il dopo V-Day - Parte III^

DOPO IL V-DAY
Parte III^
Reazioni della politica e della stampa
.
Ma intanto GRILLO non solo ….rompe il sonno dei dormienti, e qualcosa d’altro, ma propone anche un programma ben dettagliato redatto lo scorso anno.
Le ingiurie bisogna che vengano lasciate dire a chi non ha nulla di serio da controbattere per respingere, a propria difesa, le accuse loro rivolte !

Dopo RAI 1 anche RAI 2, in mano ai leghisti, ci ha provato per bocca del suo direttore Mauro Mazza



pardon, ho sbagliato a cliccare sull’immagine giusta a causa di una omonimia; infatti , anche questa appartiene alla famiglia dei “mazza” pur avendo una testa costruita col legno; la vera foto del Mauro Mazza è, infatti, quella che segue, la quale, pur differente come immagine rispetto alla prima, non lo è in quanto a materiale di “costruzione”.

E non poteva essere diversamente se ha ritenuto di definire Grillo eguale a quei cattivi maestri degli anni ’70 i quali, inveendo contro il potere costituito, spingevano il “folle” a commettere omicidi od atti violenti.
Non credo che si sia amareggiato tanto perché Grillo ha fatto l’invito di dare il “valium” a Prodi - se si fosse limitato a questo avrebbe anche lui battuto le mani al Beppe – ma quello che gli ha letteralmente sconquassato il cervello è stata la definizione di “psiconano” affibbiata a Berlusconi.
Da che mondo è mondo i servi dei padroni, peggiori di quelli che erano un tempo i servi della gleba, non possono che difendere fedelmente il proprio padrone ed assecondarne in tutto e per tutto il loro volere in ogni circostanza, anche le più scorrette e stupide.
Il fatto è che in certi ambienti ed in certe persone la dignità personale è da tempo uccel di bosco!
Questi soggetti non si sono accorti ancora che quello che hanno in mano è solo la delega proveniente da un potere altrui.
Figuriamoci se, nella specie, hanno a che fare con un personaggio che ha una incredibile capacità di raccogliere in poco tempo centinaia di migliaia di proseliti.
Tre anni or sono, pubblicato poi in un sito di “Detti celebri”, ebbi a scrivere che
“ L’uomo ricco potrà anche comprare di tutto ma mai la dignità di un uomo onesto”;
credo che abbiate compreso quello che voglio dire:
nessuno è riuscito mai a comprarsi il Beppe.
Altro che “populismo”; ma sappiamo quale sia il valore culturale di certi personaggi politici, nani e giganti.
Uno dei fenomeni ricorrenti nella storia dell’uomo è quello relativo al mutamento della sua fedeltà nei confronti di chi lo dirige ed amministra.
Su queste variazioni di comportamento si è scritto da più parti molto ma, in questa sede, tenterò di raggrupparli tutti in una sola frase:
l’attaccamento del popolo alla classe politica dominante non è stata mai il frutto di una incondizionata adesione al potere, bensì frutto di una finzione temporanea giustificata, talvolta, da situazioni contingenti.
Tale fiducia, infatti, il popolo se la riprende rapidamente allorché percepisce che il potere si è preso giuoco di lui, dei suoi interessi materiali e dei suoi punti di riferimento, anche di quelli morali.
QUESTO E’ IL TANTO DILEGGIATO “POPULISMO” !!
Scriveva tempo addietro, in proposito, sul suo sito una carissima amica di famiglia, giornalista, che su questo tema suo padre, un uomo politico siciliano a livello locale, le aveva raccontato come gli elettori fossero paragonabili alle lumache che, se una volta raccolte non vengono più curate e così dimenticate, una dopo l’altra escono dal cesto in cui erano state riposte e se ne vanno……per sempre.
La saggezza degli uomini di un tempo non serve a capire proprio nulla ?
I somari di oggi, aaasini è anche lui nel mazzo, per loro comodità scambiano il populismo con la demagogia senza accorgersi che quest’ultima la fanno molti di loro; sarebbe opportuno che una volta per tutte comprendano questa lezione.
Che futuro avremo ?
Certo che, se non cambieranno in tutta fretta spartito e relativa musica, non saranno a deciderlo certamente i politici, cui incombe per prima cosa l’obbligo di cambiare la legge elettorale, visto che su questo tema bussa alle porte un referendum popolare abrogativo, ma gli elettori, cioè
IL POPOLO ITALIANO.

Fine, salvo che………

mercoledì, settembre 19, 2007

Il dopo V-Day - Parte II^

DOPO IL V-DAY
Parte II^
Reazioni della politica e della stampa
.
Ma intanto GRILLO non solo ….rompe ma propone anche la formazione di liste civiche in occasione di elezioni comunali.
Ma le ingiurie bisogna che vengano lasciate dire a chi non ha nulla di serio da controbattere per respingere, a propria difesa, le accuse loro rivolte !

Incomincio col riferire a grandi linee lo svolgimento della trasmissione radiofonica Radio anch’io del trascorso 12 settembre trasmessa su

il cui conduttore era ancora

Stefano Mansurati
definito dagli anonimi colleghi giornalisti professionisti che si dilettano a scrivere sul simpaticissimo blog
“IL BARBIERE della SERA”
“Il Vespa della Radio”.

Mentre quali “esperti” erano stati chiamati due “particolari” giornalisti,







Vittorio Feltri e Gianpaolo Pansa
i cui pareri non potevano che essere, dal loro punto di vista, negativi.
Che la discussine scivolasse in maniera negativa nei confronti del V-Day appariva di già dall’improprio titolo affibbiato all’argomento posto in discussione,
“L’assalto dell’antipolitica”
che appare poi in netto contrasto con la successiva introduzione al dibattito che qui di seguito riporto integralmente per averla copiata dal sito della RAI:
“L’insofferenza nei confronti della classe politica ha trovato un'altra valvola di sfogo nel movimento di opinione messo in piedi da Beppe Grillo. Un fenomeno che alcuni liquidano con sufficienza e che altri, invece, valutano con simpatia o con preoccupazione. Ma di quali altri segnali ha bisogno la politica per cogliere la profonda richiesta di pulizia e di rinnovamento che viene dal basso? ".
In realtà sono state messe sotto “processo” le tre proposte contenute nella proposta di legge popolare e sminuito il valore della manifestazione bolognese; 50.000 persone, non pagate e scese in piazza a proprie spese, radunate in un batter d’occhio sono per loro un nulla e meritevoli di dileggio.
Feltri lo conoscevamo di già, cosa ci si poteva aspettare da uno che definisce dei “bamba”, sinonimo di “pirla”, coloro che scioperano per sollecitare il rinnovo di un contratto collettivo scaduto da qualche anno; ma il Pansa, sebbene non fosse più il giornalista di un tempo, dopo le critiche rivoltegli a seguito della pubblicazione del suo libro”Il sangue dei vinti”, parole sue, “non si è più sentito un uomo di sinistra” ed ha deciso di saltare il fosso.
Per il duo anti tutto ciò che non garba alle loro ideologie destrorse, da sempre, quasi innate, per il primo, da poco tempo per il secondo, hanno, qual fosse una cantilena popolare, sostenuto all’unisono l’inconcludenza e demenzialità delle proposte contenute nel documento sopra accennato ma, astutamente, pur contestandole genericamente tutte, hanno fatto riferimento solamente alla più debole da comprendere e sostenere, quella del divieto dell’elettorato passivo dopo due legislature consecutive.
Se ne deduce indirettamente, ma non tanto poi, che il novello duo cantore dell’intolleranza nei confronti dei movimenti popolari, ma in particolare nei confronti di Grillo, è favorevole tanto sulla presenza di pregiudicati in Parlamento quanto al non ripristino del voto di preferenza: secondo loro è questa la vera democrazia che, per contro, è indiscutibilmente nelle mani del popolo e non dei burocrati dei partiti né tanto meno degli onorevoli che, per effetto dello scippo del voto di preferenza, non debbono più dar conto del loro operato ai propri elettori ma solamente al partito che, immettendoli in un ordine di lista favorevole, ha voluto fortissimamente che costoro venissero eletti “ad ogni costo” a dispetto degli altri.
Andiamo ai politici.
Di Casini, meglio chiamato aasini alla toscana, ho già detto sul contenuto del suo poderoso raglio “la più grande delle mistificazioni” che detta da lui appare che se la stia facendo addosso; se non fosse per alcune famiglie sicule che appoggiano “Totò vasa vasa” ed i suoi amici ed amici degli amici, il suo partito si avvicinerebbe più allo 0, tot % che a cifre più confortevoli, quanto meno più positive.
Luciano Violante ha dichiarato che la presenza di ben 300.000 firme raccolte in un sol colpo manifesta come in questo impetuosa movimentazione di persone vi siano tante componenti, oltre all’insoddisfazione verso l’attuale politica anche cose giuste.
Pierluigi Bersani, rivolto a chi valutava negativamente il V-Day, ha affermato testualmente: “ Suggerirei, se c’è la febbre di non dare colpa al termometro”.
Anna Finocchiaro, alla domanda di cosa pensasse sul fatto che la maggior parte dei partecipanti al V-Day erano stati elettori che avevano votato per l’Unione e per i DS ha risposto che “ Dentro quel popolo c’è di tutto, anche dell’antipolitica; c’è chi dice che dal ’43 ad oggi non è cambiato nulla ma c’è anche chi chiede un rinnovamento profondo. Il PD può dare questo rinnovamento e questa non è una risposta da niente, visto che abbiamo sciolto dei partiti che contavano centinaia di migliaia di iscritti”.
Fausto Bertinotti: “Non possiamo ridurre l’evento di Grillo al dito che indica la luna che sta altrove: è nella condizione di crisi sociale del Paese e dell’Europa e nella mancanza di risposte convincenti da parte della politica”.
Non vale la pena di riportare i commenti ostili degli altri politici di destra che, pur essendo convinti che la “rivolta” messa in atto da Grillo abbia trascinato solamente persone elettoralmente spostate a sinistra, non hanno lesinato di beffeggiare sia Beppe Grillo che l’attuale Governo di centrosinistra.
I sui colleghi comici, con in testa Sabrina Guzzanti che è salita sul palco bolognese, sono tutti con lui.
Anche Francesco Pancho Pardi, uno dei principali animatori dei “girotondi”, pur non apprezzando le parole che Grillo ha dedicato a Nanni Moretti circa il suo sfruttamento della TV per farsi propaganda, ha ribadito come tra i “girotondi” e la manifestazione bolognese vi sia “molta continuità e che il V-Day è stata una ondata di popolo del tutto positiva e non come definita da qualche quotidiano e da molti politici una manifestazione qualunquista.
Una prova che dimostra l’insofferenza attuale che c’è nel Paese nei confronti della politica oligarchica”.
Ecco in questi giorni spuntare la proposta di Grillo di presentare delle liste civiche nelle prossime elezioni amministrative comunali.
Di questo e del vero significato del termine “populismo” ci occuperemo nella terza ed ultima parte dedicata al V-Day.

continua





martedì, settembre 18, 2007

Il dopo V-Day - Parte I^

DOPO IL V-DAY
Parte I^
Reazioni della politica e della stampa.
Ma intanto GRILLO non solo ….rompe ma propone anche la formazione di liste civiche in occasione di elezioni comunali.

Prima di addentrarmi in queste tematiche desidero fare alcune considerazioni di carattere generale sui vari movimenti che si sono succeduti nel corso degli anni dopo la proclamazione, per volere del
POPOLO ITALIANO,
del regime democratico repubblicano.
Incominciamo, per quello che conosco, dal primo, confluito nel 1944 nel Movimento per l’indipendenza della Sicilia (MIS)
ad opera di Finocchiaro Aprile, un siciliano che era stato anche ministro del regime fascista, movimento che, con tanto di bandiera,
mirava ad aggregare l’isola agli USA, un altra stella da ggiungersi alla bandiera americana!
Finì nel nulla; forse perché gli USA, pur considerando la nostra isola come di interesse strategico nell’ambito dell’area mediterranea, preferirono allacciare solamente una forte alleanza in quanto a casa loro avevano parecchi problemi con alcune famiglie siciliane e non vollero accollarsene altri oltre oceano.
Sempre nel 1944, in contemporanea, nacque il partito de
L’Uomo Qualunque (UQ)
il cui fondatore fu Guglielmo Giannini.

Come può arguirsi dal simbolo scelto più che un partito era un vero e proprio movimento che mirava ad aggregare tutti quei cittadini che ritenevano di essere schiacciati dal potere statale.
Giannini ipotizzava, infatti, non uno Stato politico ma solo amministrativo; i suoi punti cardine furono:
· lotta al comunismo;
· lotta contro il capitalismo delle grandi industrie;
· liberalismo economico individuale;
· limitazione al prelievo fiscale (vecchia fissazione);
· meno statalismo nella vita del Paese.
Azzarderei definire questo programma come un liberalismo assoluto senza regole, cioè il caos elevato alla massima potenza.
In breve, il dissolvimento dello Stato sovrano su tutto quanto costituiva il patrimonio globale della nazione poiché la struttura statale avrebbe dovuto limitarsi ad amministrare senza regole prefissate la volontà dei cittadini.
Una vera e propria Repubblica utopistica, atteso che l’opinione degli italiani su qualsivoglia evento o problema è stata sempre divisa in due, con l’eccezione del periodo dell’immediato dopoguerra nel corso del quale occorreva che tutti si rimboccarsero le maniche per ricostruire la nazione sulle rovine causate dal passato fascista.
Nel 1968, dopo un covare sotto le ceneri per lungo tempo, nasce come segnale di rivolta contro lo Stato sordo ai problemi della scuola, il
Movimento Studentesco (MS)

che riesce a sopravvivere per circa un ventennio anche perché ad alcune giustificate proteste invocanti una riforma delle Istituzioni scolastiche si va col tempo a sovrapporsi, innescata da elementi definiti “extraparlamentari”, la lotta indiscriminata contro ogni forma di potere precostituito anche da legittime e regolari elezioni.
Quasi contemporaneamente nasce nel 1970 il
Movimento Femminista

rimasto sempre al di fuori della politica, iniziò col rivendicare, giustamente, la parità delle donne nella vita politica, sociale ed economica nel nostro Paese.
C’è da osservare come nel primo contratto collettivo di lavoro dei metalmeccanici stipulato nel 1948, che, per essere il più importante, fece per lungo tempo da traino a tutti gli altri, aveva, relativamente agli stipendi e salari, più suddivisioni:
· per aree geografiche: Nord, Centro e Sud, perché diversificate nel costo della vita;
· per età: al di sotto degli anni 21- allora maggiore età - ed al di sopra di essa;
· a seconda del sesso del lavoratore.
Siffatta suddivisione venne, in una prima fase, dichiarata dalla Consulta come contrastante con l’art. 37 comma 1 della nostra Costituzione e, successivamente la Corte di Cassazione, con la sentenza del 15 luglio 1968, n. 2538, pose la parola fine alle dispute tra Sindacato e Patronato industriale, dichiarando che, a parità di funzioni lavorative, la parità retributiva fosse un diritto costituzionalmente garantito a prescindere da ogni indagine sulla parità di rendimento.
PARITA’ pronunciata più volte in poche righe per dare più risalto alla circostanza che ogni discriminazione in materia non poteva essere più tollerata in uno Stato democratico !
Di tal guisa, onde evitare un’infinità di cause contrattuali individuali – la Class Action ci manca ancora – con notevoli aggravi di spese legali le imprese metalmeccaniche e non solo quelle, furono obbligate a pagare a tutti i sottopagati gli arretrati a far tempo dalla loro assunzione, livellando ab origine i loro stipendi alla fascia più alta, quello di un uomo maggiorenne che prestava la propria opera lavarotiva nel Nord Italia.
Molte giovani donne si trovarono così in mano un vero e proprio “tesoretto” che, pur falcidiato dalle trattenute fiscali, costituì la base per l’acquisto di un appartamento.
Ritornando al Movimento femminista si può osservare come via via abbia avanzato altre richieste sempre più incidenti nella vita del Paese, per certi risvolti aggrappato ancora del tutto ad un esasperato maschilismo; tali richieste avevano tutte come comune denominatore, quello della lotta a tutto campo contro lo
“sciovinismo maschile”,
cioè a dire contro la società diretta solamente, salvo rarissime eccezioni, parlo sempre dell’Italia, da uomini.
Oggi, tranne che nella vita politica, la donna ha fatto molti passi avanti ma dalla loro pretesa parità siamo ancora lontani.
Il costituendo Partito Democratico potrebbe essere l’occasione buona di un’equa ripartizioni degli incarichi che poi dovrebbero avere valenza anche nella formazione delle liste nelle varie competizioni elettorali; ma lo sarà ?
A chiusura di questa prima parte si può osservare, a ben vedere, come la nascita di questi movimenti sia stata causata per la maggior parte di essi :
· dall’incapacità dei politici di prevedere gli sbocchi che tali ed altri movimenti potessero avere nel futuro sia immediato che non;
Le loro parole d’ordine erano: populismo, antipolitica, cani sciolti – le stesse definizioni di oggi - anche se quello femminista aveva ragioni profondamente radicate nella storia di molte nazioni;

e conseguentemente

· dall’inerzia della politica nella sua generalità nell’affrontare la risoluzione dei problemi da loro più volte evidenziati e di incanalare alcune delle loro giuste ed accoglibili richieste negli ambiti delle istituzioni a ciò delegate: Parlamento e Governo.

Altrimenti, che necessità ci sarebbe stata ?

Io, da sempre, mi sono battuto all’interno del mio partito, assieme ad altri che condividevano le mie idee, perché ciò non avvenisse.
Ma quello che non riuscivo proprio a mandare giù era la sottovalutazione della forza trainante che ogni sorta di movimento esploso all’interno della società civile potesse avere, come conseguenza, sull’intera collettività, a sua volta scontenta per una serie di motivi: salari e stipendi sempre i più bassi d’Europa, anche ai tempi seguenti al trattato di Roma, mantenimento di molte disparità di trattamenti e di diritti tra le varie classi sociali che hanno oggi scavato ancor di più dei profondi solchi tra due categorie di persone: i ricchi ed i poveri, gli onesti ed i disonesti specialmente allorché sono questi ultimi ad arricchirsi alle spalle dei primi.
Ripeto, oggi si usano le stesse parole usate a suo tempo da alcuni politici seduti nella stanza dei bottoni; mi auguro che quelli attualmente in carica, non tutti per il vero, invece di blaterare a vanvera, prendano sul serio il “grillismo” e si diano veramente da fare.
E’ questo che vuole il popolo onesto.
Il giorno successivo al V-Day bolognese ho avuto l’occasione di ascoltare una trasmissione radiofonica del mattino alla quale partecipavano oltre al conduttore il direttore di Libero, Vittorio Feltri, ed il giornalista Gianpaolo Pansa – caduto oramai nelle braccia della destra, che commentavano di volta in volta, alternativamente, gli interventi in diretta di alcuni ascoltatori.
Parole, le loro, deliranti.
Sulle cui opinioni relative al V-Day, assieme a quelle di politici di vari partiti, scriverò nella prossima parte.

Segue

lunedì, settembre 17, 2007

Calderoli ed i maiali

I MAIALI di CALDEROLI

Oramai abbiamo fatto l’abitudine alle sue eccentriche, si fa per dire, esternazioni sia che provengano dai suoi multiformi istinti provocatori sia quelle che, almeno a suo giudizio, dovrebbero risolvere i svariati e gravosi problemi che assillano in maniera tormentosa e devastante la sua immaginaria Padania, il cui territorio viene di giorno in giorno allargato sino ad estenderne i confini anche molto al di là del loro sacro fiume Po.
Con la fantasia è un giuoco da ragazzi ampliarne il territorio sino ad estenderlo, parafrasando il padan-meneghino Alessandro Manzoni, “Dall'Alpi……a Capopassero, con deviazione per la Sardegna;” e c’è da credere come, tra qualche tempo, Bossi ed i suoi tenaci paladini annetteranno anche la Corsica e, perchè no, anche i Paesi Baschi, la cui storia, passata e recente, ha visto nascere e crescere movimenti indipendentisti.
L’ultima sceneggiata calderoniana attiene all’erigenda moschea di Bologna.
Figuriamoci se non doveva metterci il becco sopra, anzi, il muso, parlando di maiali.
A tutti i seguaci islamici è proibito non solo mangiare carne di maiale ma addirittura è loro vietato toccarla poiché i contravventori di questa norma coranica diverrebbero degli esseri impuri.
Da qui la singolare proposta del dentista padano di far pascolare per un po’, entro l’area sulla quale dovrebbe essere eretta la moschea, dei maiali onde non consentire più ai mussulmani di mettervi piede.
Tanto clamore per nulla; basterebbe che andasse solo lui a calpestare quest’area per raggiungere lo stesso identico risultato !
Ma qualcuno che la pensa come me mi ha preceduto; si tratta dello stesso concetto, anche se espresso non a parole bensì con un fotomontaggio.


immagine tratta dal sito www.kisanji.org

domenica, settembre 16, 2007

Così va la vita

SCAMPOLI di VITA
Brutti, purtroppo, sebbene alcuni riservano, in una eventuale impari lotta, un minimo risvolto di lealtà perché i protagonisti
combattono a carte scoperte.
La vita di ognuno di noi, in ogni campo in cui ci cimentiamo, è costellata sia da vittorie che di sconfitte.
E’ una legge che nessun mortale può mutare; quello che possiamo, da poveri mortali, cambiare sono i nostri comportamenti che cerchiamo di migliorarli anche sulla base delle nostre esperienze.
Ma non tutti si comportano in questa fase migliorativa allo stesso modo perché accanto a coloro che mettono a frutto in maniera legittima le loro doti, anche fisiche oltre che mentali, ve ne sono altri che per arricchire le loro potenzialità mentali e fisiche ricorrono a mezzi illeciti.
Non tutti, infatti, accettano le sconfitte.
Ricordo, per esempio che, durante gli anni universitari, parlo degli anni ’50, in molti affrontavano gli esami sotto l’effetto prodotto della simpamina che spesso agiva, a seconda della persona, solo ad esame terminato, con esito negativo in quanto sostenuto in “bambola”, come usava dirsi in quei tempi. Erano cavoli amari riuscire a tenere a bada questi sfortunati “dopati in ritardo” che per circa un’ora dimostravano una logorrea inarrestabile.
Il doping nello sport attivo che oramai è divenuto quasi di norma anche in quella disciplina che per me è la più nobile di tutte le altre, l’atletica leggera.
Medaglie d’oro olimpiche conquistate con l’aiuto del doping !
Anche nel calcio, nel nuoto e, soprattutto, nel ciclismo, si fa ricorso a questa tecnica peraltro rigorosamente vietata sia da norme sportive che penali.
Vite che dopo si spengono, a prima vista inspiegabilmente, allorché l’atleta è ancora nel fiore degli anni o comunque con decorso assai breve rispetto alle medie nazionali di mortalità.
Qualcuno ricorre anche all’uso di droghe, in particolar modo della cocaina, pur sapendo come oggi sia molto difficile, direi anzi impossibile, poter cavarsela a buon mercato ai controlli antidoping che oramai molto spesso vengono effettuati all’improvviso.
Al di là dei reati ipotizzabili, dopandosi, si viene ad integrare una frode non solo sportiva ma anche un inqualificabile autolesionismo che causa danni anche alla propria famiglia.
Al portiere Pagotto, recidivo, è stata inflitta una squalifica di 8 anni; una carriera finita; cosa farà adesso ?
La moglie prima della sentenza sportiva, piangendo, supplicava clemenza ma la giustizia è stata implacabile a causa dei precedenti specifici del marito; una famiglia distrutta !
In altri campi, come per esempio quello politico, c’è poi chi fa “carte false” pur di raggiungere il suo scopo.
Le elezioni comunali a Catania, contrariamente alle previsioni ed agli exit polls, hanno visto prevalere per pochi voti il sindaco uscente Scapagnini, medico personale di Berlusconi che, allora capo del governo, intervenne personalmente nell’ultimo comizio preceduto da un invio di un bel pacchetto di milioni, appartenenti allo Stato, per …..“beneficenza”.
A parte il “voto di scambio” con alcune “organizzazioni” locali e le immancabili incongruenze circa i dati degli scrutini che si ripetono ad ogni elezione, oggi il comune di Catania, quale frutto di una amministrazione smoderatamente allegra, pare abbia un debito definito “folle e spaventoso” da molti:
Si legge da La Sicilia:
"Catania insolvente, lo dicono gli ispettori del governo"


CATANIA - L'opposizione sferra l'attacco al sindaco di Catania. Un attacco deciso. Tutto nasce dalla relazione degli ispettori del ministro Padoa Schioppa sulla situazione economica e finanziaria del Comune, "dalla quale emerge un bilancio disastroso: 700 milioni di indebitamento con il sistema creditizio, 95 milioni di debiti per spese correnti non soddisfatti e 41 milioni di debiti fuori bilancio sin qui accertati", afferma il deputato Orazio Licandro, responsabile organizzativo del Pdci e segretario regionale del partito in Sicilia.
"Il Comune di Catania e' sull'orlo del dissesto finanziario; lo dicono con estrema precisione in un'ampia relazione i due ispettori del ministero dell'Economia e delle finanze inviati da qualche giorno a Palazzo degli Elefanti",
sostengono in una nota congiunta i capigruppo Ds, Rosario D'Agata, e della Margherita, Francesco Montemagno.
Tuttavia non crediate che non vi siano uomini che, pur di vincere, ricorrono anche loro ad ogni mezzo; solo che loro agiscono allo scoperto, non peritandosi di occultare agli occhi degli osservatori le loro armi, nell’occasione improprie, in un incontro di pugilato ed in una corrida.